lunedì 15 gennaio 2018

Carnevale e blackface



Questo mese su Instamamme, tratto il tema del blackface, il travestimento da negretto, ma anche zingarella, pellerossa o piccolo esquimese.
Carnevale si avvicina, chissà se può essere utile una riflessione di questo tipo, fatta con un po' di anticipo.
Buona lettura! 
Jason e Niccolò, dieci anni in due, sono una buona squadra.
Jason ha cinque anni, fa la terza asilo ed è uno “scoiattolo“.
Niccolò ha cinque anni e mezzo, fa anche lui la terza asilo ma in un altra scuola, dove gli scoiattoli si chiamano invece  semplicemente “i grandi“.
I giardinetti sono il loro regno, conoscono tutti e tutti li conoscono. E loro sono amici di tutti, ma di nessuno sono amici come lo sono loro due.
Da tre anni sono inseparabili e per due cinquenni è una vita. Abitano nello stesso condominio. Dormono insiemeSi confondono i giochi, si passano la palla in giardino nei pomeriggi domenicali. Si picchiano alla grande. Un giorno Niccolò ha chiesto di avere lo stesso taglio di capelli di Jasoncosì ci scambieranno per fratelli!, ha detto.
Niccolò è bianco, milanese da generazioni. Jason è nero, italo-nigeriano, un mix fiorentino-lagosiano trapianto a Milano quando aveva pochi mesi.Ma l’unica differenza tra loro è il taglio di capelli, ai loro occhi.
Usciti dallo stesso uovo, pensano segretamente.
A carnevale di quest’anno c’è la sfilata di tutte le scuole nel quartiere.
La scuola di Niccolò organizza una festa.
Tema: Africa.
Svolgimento: bambini con gonnellina di paglia e visetto pittato di nero.
La sfilata coinvolge  il quartiere, tutti si divertono sempre come matti.


ph. credits Bet.com

giovedì 11 gennaio 2018

diventare ex, restando genitori

Nelle coppie miste le differenze di tipo culturale emergono principalmente nei momenti di difficoltà. 

A volte ne sono la causa scatenante, a volte esasperano altri elementi difficili. 

Decidendo di separarsi, soprattutto se ci sono dei figli, è molto forte la necessità di evidenziare quali sono i punti di contatto rimasti alla ex coppia e quali sono i canali di comunicazione ancora possibili.
In collaborazione con AIFCOM e con il suo Presidente, dott. Alberto Mascena, vi presentiamo il nuovo CORSO PER GENITORI SINGLE
"DIVENTARE EX RESTANDO GENITORI"

I conduttori insieme ai partecipanti, discuteranno di comunicazione efficace e disfunzionale, dei vincoli e delle risorse, esplorando le possibili soluzioni.
La proposta è rivolta a padri e madri single PROVENIENTI DA EX COPPIA MISTA, italiani e di altre provenienze, con figli nell’età dall’infanzia all’adolescenza.

IL PROGRAMMA
5 incontri di 90 minuti cadauno – dalle 18:30 alle 20:00 sempre di venerdì, presso la sede AIFCOM di Viale Argonne 42, 20133 Milano.
(Trasporti pubblici: Bus 38, 54, 66, – Metro più vicina 600 mt Piazza Adelaide di Savoia – Stazione ferroviaria Milano Forlanini 500 mt)

LE DATE
2 Febbraio 2018 dalle 18:30 alle 20:00
9 Febbraio 2018 dalle 18:30 alle 20:00
23 Febbraio 2018 dalle 18:30 alle 20:00
9 Marzo 2018 dalle 18:30 alle 20:00
23 Marzo 2018 dalle 18:30 alle 20:00
Iscriversi/info: inviare mail a info@aifcom.com specificando nome, cognome e numero di telefono e mail.
(si riceverà una mail di conferma)

Costi:
€ 36,00 ad incontro (tot € 180) + € 10 Tessera AIFCOM per i nuovi soci, per iscrizioni entro il 6 Gennaio 2018
€ 42,00 ad incontro (tot € 210) + € 10 Tessera AIFCOM per i nuovi soci, per iscrizioni entro il 18 Gennaio 2018

Pagamento: tramite PAYPAL dal sito di AIFCOM nella pagina ASSOCIARSI http://www.aifcom.org/associarsi.
N.B. specificare nella causale di pagamento il nome del corso.



confini e identità di coppia mista

Zygmunt Bauman afferma:
“I confini sono tracciati per creare differenze, per distinguere un luogo dal resto dello spazio, un periodo dal resto del tempo, una categoria di creature umane dal resto dell’umanità. (...) Nel nostro pianeta che si sta rapidamente globalizzando, la diminuzione dell’efficacia dei confini (...) si accompagna alla rapida crescita di significato che si tende ad attribuire loro. (...) Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell’arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forma future di umanità”. 

I confini sono protettivi.
Lo so, non è molto popolare, questa affermazione, almeno non da parte di chi, da quasi tutta la vita adulta, si occupa di abbattere frontiere (fisiche o interiori) e forme discriminatorie e qualunque azione negativa che si basa su una differenza.

oggi mi è venuta improvvisamente voglia di provare a spiegare che i confini servono, le differenze sono utili e belle, la realtà è fatta di diversità: che il punto non è rendere tutto uguale, ma vivere in maniera inclusiva rispettando ciò che è diverso.
E che il rispetto passa anche dai confini.

Nello specifico, questo vale ancora di più per le coppie miste, famiglie che la società deve imparare a rispettare ponendo in equilibrio diversità e uguaglianza di queste coppie rispetto a tutte le le altre, famiglie che devono imparare loro stesse a rispettarsi, sentendosi in diritto come tutte le altre di andare in crisi qualche volta e di risolvere le crisi come tutti fanno.

C'è un confine esterno che le coppie miste desiderano abbattere con forza: siamo uguali a tutte le altre coppie, non trattateci diversamente!
Quando mi sono separata io, ricordo perfettamente lo scoramento che mi prese nel rendermi conto che dove una coppia italo-italo sarebbe stata supportata dalle rispettive famiglie e gruppi amicali di riferimento, che la crisi sarebbe stata accolta come arte integrante della vita di coppia, nel mio caso nessuno si stupì.
E nessuno mi aiutò e io stessa non chiesi aiuto: una coppia mista è destinata a fallire, nell'immaginario collettivo. E va da sè che due persone in crisi, lasciate sole anzi circondate dal comune pensare che si sono imbarcate in una relazione che non può funzionare, quella crisi difficilmente la risolvono bene.
Non sto dicendo che il mio matrimonio non fosse destinato a fallire, ma piuttosto che non lo sapremo mai: nessuno di noi due nè delle nostre famiglie nè dei nostri amici ha mai pensato che avremmo potuto farcela.
Ci siamo trattati noi per primi e siamo stati trattati diversamente.
Dunque capisco perfettamente e trovo che abbia ragione una coppia che mi dice: non ho nulla di diverso dalle altre coppie.

Poi però, a giochi fatti, a crisi ormai consumata, vengono da me lei o lui per cercare di capire come non è andato e soprattutto come elaborare il lutto e trovare nuovi linguaggi con l'ex partner con cui condividono figli a volte ancora molto piccoli.
E spesso quello che non è andato è proprio quella differenzia (tra cui la solitudine di cui sopra) che distingue una coppia mista da una monoculturale: differenze che possono essere reali o percepite.

Differenza percepita #1
mio marito egiziano è fuori di sè perchè nostra figlia adolescente non vuole più andare in moschea
(quanti genitori cattolici sono entrati in crisi con le ribellioni adolescenziali dei figli?)
Differenza reale # 1
mio marito egiziano è fuori di sè perchè nostra figlia adolescente non vuole più andare in moschea e si sta organizzando per spedirla in Egitto a finire il liceo con i nonni per farle dare una raddrizzata

Differenza percepita #2
mia moglie svedese non si occupa più di me dopo la nascita della bambina, mi sento lontano dalla sua cultura eccessivamente fredda
(basta chiedere a qualunque uomo italiano e si scopre che la crisi da nascita del figlio è molto comune, niente a che vedere con la cultura dei paesi del Nord Europa)
Differenza reale #2
mia moglie svedese è in crisi con me, dopo la nascita della bambina ed è tornata in Svezia, perchè dice che lì si sente più a suo agio

Superato lo step di chiedere aiuto, di ammettere la crisi che una coppia mista può attraversare come qualunque altra coppia, bisogna fare ordine tra le emozioni, sfrondare, fare chiarezza e capire cosa sono gli elementi di crisi che qualunque moglie può condividere con altre mogli da qualunque latitudine provenienti (fatte salvo le differenze personali) e quali sono gli elementi culturali

In questo lavoro di ricerca e di chiarificazione, tenere ben presenti quai sono i propri confini, che cosa sono gli elementi culturali che ci identificano, i valori in cui crediamo e quelli invece che percepiamo come imposti, sovrascritti da altri nella nostra storia, è una parte importante del percorso.
Proteggere la propria identità, sapere entro quali limiti si è disponibili a muoversi, è d'aiuto per le proprie scelte e anche per quelle del partner, che a sua volta ha chiaro davanti a sè un quadro inequivocabile ed è libero di scegliere e di proporre a sua volta.

Ci sono confini necessari e utili.
Ci sono confini che sono tremende catene.
Ci sono strumenti che ci aiutano a distinguere e capire in quale ambito ci troviamo.

mercoledì 13 dicembre 2017

regali di Natale per bambine e bambini neri


tempo di regali di Natale.
i nostri figli, come tutti i figli, vogliono quello che vogliono.
noi possiamo solo suggerire, proporre, ispirare, ma poi scelgono loro.
soprattutto se non sono più tanto piccoli.

sappiamo però quanto sia importante che le bambine e i bambini abbiano nei loro giochi dei modelli in cui identificarsi.
e per i bambini neri, misti, afroitaliani, afrodiscendenti, la scelta è davvero molto limitata: troppo spesso si ritrovano per le mani sono giocattoli e libri e cartoni animati con protagonisti bianchi.
e io? mi dice mio figlio, nessuno con la pelle beige come la mia fa cose interessanti?

una bambola nera, un supereroe nero, un camionista nero, una piratessa nera.
representation matters ci insegnano le lotte afroamericane: è importante come le persone (non) vengono o (non) si sentono rappresentate.

il dibattito in Italia è davvero all'inizio.
qui si contribuisce un po', ricavando il tempo che resta tra il lavoro e la famiglia, quindi mi scuserete se l'elenco è davvero solo un piccolo esempio.

Ho creato una bacheca su Pinterest, è pubblica, potete consultarla, ci sono giochi e libri, la trovate qui.

Soprattutto, se ne avete voglia, potete contribuire a completarla (scrivetemi e mandatemi la vostra mail, vi inviterò a collaborare alla bacheca!), in modo che resti come promemoria e cesto dei tesori sempre più ampio e variegato, per tutti i genitori in cerca di ispirazione.

Quello che mi sembra importante è far passare il concetto.
Nella scelta dei regali, andate a cercare anche i protagonisti che più assomigliano ai vostri bambini e alle vostre bambine: farete loro un regalo che va molto ai di là dell'oggetto in sè.

REPRESENTATION MATTERS





Dio (per me) spiegato a un bambino


Voglio spiegarti Dio, mio piccolo Snoopy.
Il tuo papà è musulmano, il suo dio si chiama Allah.
La tua nonna è cristiana cattolica, il suo dio si chiama Dio, in italiano.
La tua mamma è buddhista, lei un dio vero e proprio non ce l’ha perché il suo dio sta in ogni essere vivente.
se tu ti chiedi chi è Dio, la tua domanda è giusta.
A Natale, il 25 dicembresi festeggia la nascita di Gesù che è il figlio del Dio della tua nonna.
Molti anni fa, però, intorno a quella stessa data, si festeggiava l’inizio dell’inverno, il tempo del riposo per le piante e molti animali, un riposo che serve a creare la vita che arriva in primavera: anche questa festa apparteneva a una religione, quella pagana che crede che ogni essere vivente sia Dio.
Dio è quella forza invisibile e molto potente che crea e fa muovere l’energia dell’Universo.

Continua a leggere su Instamamme, nella mia rubrica "Bicult - famiglie biculturali", clicca qui