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mercoledì 19 agosto 2015

vacanze magiche

questo mese su Instamamme:

Tra queste montagne e soprattutto su, al Passo del Tonale, le cronache riportano fin dal 1400 la presenza di streghe e fatti magici che mettono in relazione antiche credenze e cristianesimo.
Quando sono stata a Saint Louis, in Sénégal, a casa di mio marito e della sua famiglia, tanto ho sentito parlare di Mame Coumba Bang, divinità femminile del fiume Senegal che lì si incontra con l’Oceano.
Mame Coumba Bang non è una strega.
Ma mi piace raccontare al mio bambino durante le passeggiate, che la presenza magica qui è forte così come è forte nel luogo dove mamma e papà si sono innamorati.

Leggete il resto e commentatelo, raccontatemi le vostre esperienze sulla mia rubrica, Bicult, su Instamamme

martedì 13 novembre 2012

prigionieri

i terroni puzzano
e anche i cinesi
le donne di saint-louis sono le più belle
e i lebou sono tirchi e mettono tutti i risparmi sotto il materasso
i nigeriani sono tutti criminali
i naar sono tutti razzisti
..nulla di nuovo sotto il sole del pregiudizio..
però oggi me ne hanno raccontata una carina

i pulaar (o peul) sono tutti violenti
infatti
in wolof prigione si dice cassò
e prigioniero si dice cassoba
ma
Ka
Sow
e
Ba
sono i cognomi più diffusi tra i pulaar
e infatti le prigioni sono piene di KaSowBa





domenica 22 gennaio 2012

thiebu guedj e leggende

nelle valige degli emigranti c'è sempre anche qualche sapore di casa, e nella valigia di B l'ultima volta c'era un involto di pesce essiccato
è da agosto che è piazzato in una cesta fuori sul balcone, sono terrorizzata dai batteri che può avere, ma mio marito sostiene che la cottura poi disinfetta tutto (e mio papà diceva sempre che ciò che non strozza ingrassa).
questo pesce si chiama guedj e oggi abbiamo mangiato thiebu guedj khonk (stufato di riso con pesce, rosso, cioè con pomodoro): era buonissimo!




si scalda l'olio di semi, si aggiunge cipolla e si fa rosolare, poi un cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro, un dado Maggi, una tazza di ñiebè* messi a bagno in acqua due ore prima, acqua a filo, verdure a scelta (melanzane o diakhato**, carote, patate americane)
si fa bollire per circa mezz'ora coperto, poi si aggiunge il pesce e si fa cuocere per un'altra mezz'ora
si tolgono le verdure e si butta il riso a bollire con il sugo in cui sono rimasti pesce e fagioli
altri 20 minuti ed è pronto
si serve sul piatto comune, sotto il riso con il pesce e i fagioli e sopra il sugo di verdure
prima di mangiare si dice bishmillah, la posata si tiene sempre con la mano destra, a tavola si parla poco e ogni persona che ha finito di mangiare ha diritto di alzarsi e andare  per la sua strada.


si dice che una donna possa mettere dei gris gris nel piatto che ti cucina, di solito si tratta di incantesimi che servono a legare un uomo, a farlo innamorare perdutamente e per sempre
quindi attenzione, uomini, a quello che mangiate: non accettate mai un piatto cucinato da una sconosciuta, se volete rimandere fedeli alla vostra donna!





*fagioli con l'occhio
**melanzane amare, nella seconda foto

mercoledì 21 settembre 2011

conoscere un jinne

Se vuoi conoscere un jinne e averlo come compagno, conoscere i suoi misteri e i suoi segreti come fossero tuoi, và a vivere su un albero, dove il jinne abita, e coltiva l'arte della pazienza.

Se vuoi capire tuo figlio appena nato e averlo come compagno, conoscere i suoi desideri e i suoi segreti come fossero i tuoi, stagli vicino nei luoghi in cui lui ti porta e coltiva l'arte della pazienza.

I jinne abitano tra le foglie del dakhar, il tamarindo, e del baobab.
Trova il tuo posto comodo e mettiti in meditazione tra i rami: se hai molta pazienza un giorno un jinne ti dirà il suo nome all'orecchio.
Allora tu gli porterai latte e zucchero e altri doni, e magari dopo qualche altra settimana di pazienza lui si mostrerà silenziosamente a te e dirà nuovamente il suo nome.
E dopo altri giorni e altra meditazione, ti dirà mostrerà uno dei suoi segreti: và in quella bottega, ti dirà, e prendi quel pezzo di pane, nessuno ti vedrà.
Tu non saprai ancora perchè, ma sarai invisibile e nessuno potrà vederti.
E dopo altri giorni di paziente attesa e di offerte, il jinne sarà pronto a rivelarti i suoi segreti e i suoi misteri e a dartene le formule, le chiavi perchè anche tu possa godere dei suoi poteri.
Ecco come si diventa un vero marabout.

B oggi mi raccontava questa storia e io pensavo al nostro bambino appena nato e all'esercizio di conoscenza reciproca che ci assorbe completamente: questo piccolo alieno dall'aria meditabonda, che a volte strilla a pieni polmoni facendoci battere il cuore e correre scomposti come per un incendio, che guarda nel vuoto come i gatti gli spiriti invisibili acquattati tra le foglie della pianta sulla mensola, che pensa solo alla sua pappa e ti obbliga a pensare e pensare e pensare a quali siano i suoi più reconditi desideri sapendo che vuole solo la sua pappa e la tua pelle ed è felice con niente.
Questo piccolo alieno che ci rutta sulla spalla ogni due ore, è per me misterioso e affascinante come un jinne e come uno spirito so che lui ha comprensioni e vita al di là del contingente.
Io ho avuto il mio tempo per scavalcare il confine del mondo degli spiriti, poi sono cresciuta e l'ho dimenticato: ora è il suo momento, bisogna lasciarlo fare, accontentarlo e soddisfarlo fino a che non deciderà di installarsi definitivamente tra di noi.
Ci vuole pazienza, meditazione, chiaroveggenza e molta saggezza per conoscere un bambino piccolo e sapere che anche lui sta conoscendo te attraverso la pelle, il latte, il respiro e il suono e alla fine ti dirà i suoi segreti e tu li padroneggerai e sarai potente.
Pazienza, mamma e papà.
Ecco quello che le leggende africane e il mio bambino di 12 giorni mi stanno insegnando.

venerdì 19 agosto 2011

intelligenza, amicizia, forza e poesia: un bambino dotato di blues

Sono seduta da ore a questo computer surriscaldato, fa caldo anche se cerco di ignorarlo e sono alla ricerca di miti e leggende che possano accompagnare la nascita del mio bambino.
Lo schermo debolmente illuminato si fa opaco per l'afa e la frustrazione: non trovo niente, sto cercando qualcosa ma non so bene cosa, so solo che deve essere perfetto, niente di vago o approssimato o banale per mio figlio, e quindi posso solo andare avanti a caso tra siti delle leggende wicca, folletti dalle scarpe verdi, divinità nordiche e storie russe sulla Babajaga.

Bali .

Per un momento mi fermo lasciandomi andare all'illusione di essere su una meravigliosa spiaggia tropicale, ma si era detto niente di banalità, per favore.
Un attimo dopo spuntano, timidamente, tra le righe, un racconto, dei nomi, un tratto e con loro un enorme senso di sollievo e di consolazione.
Mi fermo del tutto e so di aver trovato (o forse loro hanno trovato me) chi accompagnerà questo bambino tra le pieghe delle vita.

Lasciamo decantare, non voglio precipitarmi a esultare come faccio sempre
Intanto mangio il fritto in pastella di rana pescatrice, zucchine e patate che si sta raffreddando in cucina e ci penso
In piedi, con le mani nella teglia tiepida appoggiata sul pancione, penso a Anglo Patih, Maragio Patih, Bonus Patih e Bonus Patih Ragio  e mi sento, io, per prima, accompagnata, senza nemmeno averlo chiesto.
Non so se questi sono i loro nomi comuni oppure quelli precisi dei quattro fratelli della persona che racconta, ma io mi sono imbattuta in loro e parlerò di loro.

I balinesi credono che ciascuno di noi alla nascita sia accompagnato da quattro fratelli invisibili, che vengono al mondo insieme a noi, e ci seguono e ci proteggono per tutta la vita. Quando il bambino è in pancia i suoi quattro fratelli sono lì con lui - sono la placenta, il liquido amniotico, il cordone ombelicale e la sostanza gialla e grassa che protegge la pelle del bambino prima che nasca (vernice caseosa, si chiama, ma sostanza grassa mi piace di più).
Quando il bambino nasce i genitori raccolgono quanto più possono di queste sostanze, le mettono nel guscio di una noce di cocco e le seppelliscono davavanti alla porta di casa. Secondo i balinesi questa noce di cocco sepolta è il luogo sacro del riposo dei quattro fratelli invisibili, da curare e venerare come un tempio.
Al bambino, appena ha coscienza, viene detto che ha quattro fratelli che lo seguono nel mondo, ovunque vada, e che lo proteggeranno sempre.
I fratelli incarnano le quattro virtù di cui, sono sicura, ogni uomo e donna ha maggiormente bisogno per essere felice: intelligenza, amicizia, forza e poesia.
Che significa anche flessibilità, creatività, apertura, inclinazione al bello!
Sono felice.
Sono felice di aver incontrato i quattro fratelli!

Anglo Patih, Maragio Patih, Bonus Patih e Bonus Patih Ragio possono essere invocati in qualunqeu momento e sono in grado di portare salvezza e assistenza in ogni situazione.
Al momento della morte, i tuoi fratelli prendono la tua anima e la portano con sè in paradiso.
Non bisogna aver paura se capita di incontrarli in sogno, loro sono "la tua famiglia!"
Bisogna invocarli al mattino, prima di colazione, cosìcchè possano essere presenti e godere con te del cibo.
E bisogna chiamarli prima di dormire, perchè facciano da scudo nella notte, proteggendoti da spiriti e brutti sogni.

Non trovo altri riferimenti al quattro fratelli balinesi, se è un'invenzione è un'ottima invenzione, mi piace e ora imparerò a memoria i loro nomi e aspetterò la loro nascita insieme a quella del mio bambino .
E poi lo affiderò a loro, che mi affianchino nella cura e nella protezione di questo piccolo mucchietto d'ossa, aiutandomi a farne un uomo dotato di intelligenza, capace di amicizia, pieno di forza e, più di ogni altra cosa, di poesia.

Un bambino dotato di blues.







credits: 
perl 'immagine: http://kallistifury.blogspot.com/
per il racconto: liberamente tratto da e.ghilbert "mangia, prega, ama" ed. rizzoli

venerdì 24 giugno 2011

storie di jinne

una moglie jinne si lega a te e ti impedisce di amare o di essere amato da altre donne, si chiama thioro rab
un marito jinne si lega a te e ti impedisce di avere un fidanzato, un marito, dei figli, si chiama farou rab
quando il marabout recita delle surat non gradite ai jinne ("In verità nessuno potrà proteggermi da Allah e mai troverò rifugio all'infuori di Lui se non comunicando in nome di Allah i Suoi messaggi" Sura Al Jinn 72, 19-28), loro gridano e parlano con la voce del posseduto: lei è la mia donna! lui è il mio uomo! queste preghiere bruciano il mio cuore!
alcune donne hanno figli dai jinne, ma sono bambini invisibili.

 alcune donne perdono ripetutamente i loro bambini, durante la gravidanza, sono i jinne che li fanno morire perchè sono gelosi del marito della donna.
un jinne geloso ti fa fare sogni in cui immagini di fare l'amore con tuo fratello o tua sorella: da questo puoi capire di essere vittima di un rabb, allora saprai che lui cercherà sempre di far fallire la tua relazione.
se ti senti troppo nervosa, finisci per allontanare il tuo fidanzato o tuo marito, il tuo amore improvvisamente diventa odio, meglio consultare un guaritore che ti spiegherà se sei vittima di un farou rabb e come proteggerti.
non si possono allontanare i jinne, ma ci si può proteggere.
se pensi ad un altra donna, una donna da sogno, mentre fai l'amore con tua moglie, o se non hai mai avuto un rapporto sessuale (e hai quarant'anni suonati), forse una thioro rabb è innamorata di te.
 un jinne che ama un uomo può impedire matrimoni e figli, può promettere grandi ricchezze in cambio della fedeltà ed effettivamente fare sì che questa persona le ottenga se manitiene il patto.

c'è un grande marabout in Senegal, si chiama Cheyhbatou Hamdy Diouf, molto conosciuto, abita a Boune, alla periferia di Dakar: aiuta le persone in difficoltà, un jinne malvagio può mandare una persona fuori di testa e la cura avviene con un rito di possessione.
ma sono moltissimi i guaritori che si occupano di liberare le persone dai jinne, anche all'interno delle strutture sanitarie.
su You Tube c'è questo VIDEO, riprende la cura cui è stata sottoposta una donna, non guardatelo se siete impressionabili.

creature invisibili, i demoni (jinne) vennero creati da Allah a partire dal fuoco e più esattamente dalla parte più pura di esso, la linguetta di energia che non emette fumo e che si trova all'estremità della fiamma.
Allah nel Corano li nomina ben trentuno volte.
i demoni hanno volontà propria e libero arbitrio e vivono in un mondo contiguo ma separato da quello degli uomini, al quale hanno però accesso attraverso meccanismi e varchi preclusi ai figli di Adamo (Il Corano ed. Newton Compton 1994 a cura di Hamza Roberto Piccardo)
alcuni jinne, all'origine della predicazione dell'Islam, hanno scelto di diventare musulmani, e sono jinne buoni, che si associano agli uomini e li proteggono.
altri sono miscredenti, sono rabb, e sono cattivi.

intorno ai jinne c'è un mondo che attinge sia alla religione islamica che a quella animista, mescolando credenze, superstizioni, fede e riti.
il rito ndeupp, per esempio, di cui i Lebu di Yoff sono i maggiori esperti e praticanti, ha origini antiche, decisamente preislamiche: cura la possessione da un rabb attraverso i canti e i tamburi, la trance e la partecipazione collettiva al rito, con la mediazione e la guida di donne guaritrici.

molti gesti della quotidianità senegalese sono legati ai jinne.
se sei per la strada e incontri una donna incinta, non passare mai in mezzo tra lei e chi l'accompagna: un jinne farebbe questo per portarle via il bambino, se non sei un jinne e lo fai, scusati con lei perchè capisca il tuo errore.
i jinne prediligono i luoghi isolati e poco frequentati, nelle case li trovi facilmente nel bagno, per la strada dove ci sono punti ciechi, strade chiuse, rientranze nel muro
si manifestano soprattutto la notte ed è di notte che bussano alla porta di casa: se incontrano un cane questi dice loro, prego, accomodati, ma prima di entrare devi contare i miei peli; il jinne conta, ha grandi poteri e conta veloce ma poi il cane fa un piccolo movimento, il jinne non trova più il punto in cui era arrivato e piano piano si fa l'alba.
i cani vedono i jinne, se metti nei tuoi occhi la crosticina che si forma sugli occhi di un cane puoi vedere i jinne (ma non farlo, rischi di diventare pazzo!)
i cani mandano via i jinne, anche quelli buoni, ed è per questo che raramente si trova un cane in una casa senegalese.
i gatti invece se ne fregano bellamente, se un jinne chiede di entrare lo fanno accomodare e poi se ne dimenticano.
i jinne abitano nei babobab, negli alberi di tamarindo, nelle piante del peperoncino.
fotografia dall'album senegal di nene_nabou su FLICKR.COM


i jinne non conoscono il passato, nemmeno ricordano quello che hanno fatto cinque minuti prima, ma percepiscono perfettamente il presente e il futuro, ed è per questo che non si possono voltare indietro, guardare dietro le spalle, tornare da dove sono venuti
i jinne vivono più di 5000 anni, ma invecchiano e muoiono come tutti

c'è chi racconta di aver visto un uomo altissimo pararglisi davanti mentre rientrava a casa la notte, sbarrava la strada ma di lui si vedevano solo le gambe e il busto, il resto si perdeva nel cielo, ma sicuramente il suo volto era di fiamme: due persone mi hanno raccontato questa visione, e ancora il racconto è pieno di terrore: avrebbero potuto diventare pazze.

sono soprattutto i bambini e le donne che sentono i jinne: se senti un brivido improvviso che non ha spiegazioni e ti si rizzano i capelli in testa, sappi che probabilmente hai incontrato un jinne.




rito ndeupp

mercoledì 20 aprile 2011

il simb e l'abbè Boilat


Dalla collezione delle illustrazioni dell'abbè Boilat, il falso-leone (simb, di cui si scriveva anche in un precedente articolo)
Questa scena viene descritta a Gorèe nel 1846.
La legenda a questo disegno precisa "c’est un homme soi-disant mordu par un lion dont il imite les actions", è un uomo presumibilmente morso da un leone di cui egli imita le azioni.
L'immagine è stata restaurata e fa parte di una collezione a disposizione attualmente del Centre de Documentation et de Recherche du Sénégal di Saint-Louis.



   
L'abbè David Boilat, nato 23 aprile 1814 a Saint-Louis (Senegal), da padre francese e madre signare, e si è formato in Francia come insegnante. 
Primo prete mulatto, riceve l'ordinazione a sacerdote nel 1840.
David Boilat è considerato uno dei primi scrittori senegalesi (anzi, il primo scrittore senegalese francofono) e il primo ad occuparsi dei costumi del suo paese: la sua opera viene definita come il primo tentativo di costruire una nazione prima del concetto di negritudine. 

Attraverso la sua duplice cultura e la conoscenza del wolof e del serer, costruirà uno studio della storia del Senegal mediante le sue illustrazioni: Esquisses Sénégalaises. 
Morì nel Nantouillet, Francia, 1901.
 
Esquisses sénégalaises (con una introduzione di Abdoulaye-Bara Diop), ed.Karthala, 1984 (ISBN 2865370976) è disponible in francese a questo link di Google Libri http://books.google.fr/books?id=qfsRAAAAYAAJ






Molte altre importanti informazioni sono sul sito SenegalMetis che anima anche una pagina Facebook con lo stesso nome.

sabato 26 marzo 2011

simb

in piazza per la libertà e i diritti, brescia 27ott07 by nene_nabou  
ho bevuto l'infuso di scorza e il decotto di radici, mi sono arrampicato sul baobab (proverbio citato da Birago Diop: ascoltando gli adulti se ne assimila la saggezza e si conosce la tradizione)


in piazza per la libertà e i diritti, brescia 27ott07, a photo by nene_nabou on Flickr.
In origine il falso-leone (simb in wolof) è un rito di possessione per liberare l'uomo dallo spirito del leone (gaindè) che si è impossessato di lui durante la caccia.
l'uomo è stato assalito dal leone, ma è sopravvissuto uccidendolo con le sue mani, lo spirito del leone è entrato in lui e solo i marabout possono liberarlo: fino a quel momento lui non può fare a meno di essere un leone, ruggisce terribilmente, mangia solo carne cruda, il suo corpo si ricopre di peli e i suoi passi sono felini.
lo spirito verrà liberato con un rito in cui i tamburi e il potere dei marabout lo faranno uscire dal corpo dell'uomo per tornare, in pace, nella foresta.

Oggi il simbolismo viene utilizzato in diverse manifestazioni folckloristiche, a significare il potere, la forza del popolo e della terra, le radici di un paese che non perde il contatto con i suoi antenati.

sabato 25 settembre 2010

la carta di Kurukan Fuga - il re Sundjata Keita e i diritti umani nell'Africa del 1200

Nel 2008 il mondo ha celebrato il sessantesimo anniversario della proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Un evento storico che ha segnato, nel 1948, un passo importante nella storia dei popoli che hanno affermato il concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile e universale: un concetto, quello di diritti umani, che la mia generazione ha potuto dare per scontato, e che, come tutti i doni, non ha saputo difendere adeguatamente ritrovandosi, sessant'anni dopo, a confronto con un mondo che fatica a porre tutti gli uomini sullo stesso piano. 

Pochi sanno che nella prima metà del 1200, in Africa, all'epoca dell’Impero Mandè, fu stabilito un patto che sancì per legge il rispetto di alcuni concetti che si posero alla base della vita in comune, contribuendo a costruire quelli che oggi chiamiamo "diritti umani".
È la Carta di Kurukan Fuga o Charte du Mandè.

 
Nel 1235, il re Sundjata Keita, era l'erede del regno di Niana, della regione chiamata Mandè (il Fouta-Djalon, attuale Guinea settentrionale e Mali meridionale abitata all'epoca da popolazioni di etnia mandinka e successivamente da gruppi peul).

Sundjata era figlio di Sogolon, la donna bufalo, e aveva la forza e il coraggio del leone (jata): sulla sua nascita e sulla sua vita, la tradizione orale ha tramandato leggende che raccontano di come la profezia lo avesse predestinato a diventare un grande imperatore.
Si dice anche che la magia lo avesse reso invincibile.
 
Quando il regno di Niana fu invaso dai Suso con il loro re-stregone, Soumagoro Kante, Sundjata riunì un esercito formato dalle forze di numerosi piccoli regni circostanti (a grandi linee abitanti del sud-est della Mauritania e di parte del Mali) e riconquistò le sue terre nella grande battaglia delle pianure di Kirina.


In questo modo, Sundjata Keita riunificò l'Impero Mandè (o Impero del Mali ) che raggiunse il suo apice cento anni dopo, nel XIV° secolo, estendendosi dalla Mauritania al Senegal al Gambia ad ovest, alla Guinea Bissau, Guinea Conakry, Liberia, Sierra Leone, Costa d'Avorio al sud, al Burkina Faso e Niger all'est, avendo al centro l'attuale stato del Mali.
Il baricentro naturale di questo enorme impero era il generoso bacino idrico dell'alto fiume Niger che porta l'acqua nell'area desertica sub-sahariana del Sahel.
Nel XV° secolo l'impero Mande lasciò il posto all'Impero Songhai.

Soundjata Keita, incoronato mansa (imperatore) con il nome di Mari Djata, volle assicurare una pace definitiva e duratura e suggellare la fraternità dei popoli. Per questo riunì un’assemblea generale a Kurukan Fuga che redasse un’insieme di leggi e di regole chiamato oggi dagli storici la Carta di Kurukan Fuga o Charte du Manden
 


La Charte du Manden si rivolge ai "quattro angoli del mondo" con sette importanti affermazioni:
« ogni vita è una vita »
« il torto richiede una riparazione »
« aiutatevi reciprocamente »
« veglia sulla patria »
« combatti la servitù e la fame »
« che cessino i tormenti della guerra »
« chiunque è libero di dire, di fare e di vedere »
 
Pur nella necessità di leggere questo testo contestualizzandolo a un epoca e a un luogo, si trovano in questa carta i temi che saranno trattati vari secoli dopo in Occidente nelle dichiarazioni dei diritti umani: il rispetto della vita umana e della libertà dell’individuo, la giustizia e l’equità e la solidarietà. 
Prendendo posizione verso gli schiavi, i minori, le donne, gli anziani, la carta introduce concetti nuovi per l'epoca sforzandosi di organizzare la società in maniera equa e di mettere il rispetto alla base della vita comunitaria.

Gli storici hanno pareri controversi, non tutti concordano nel ritenere questo testo come una delle prime dichiarazioni dei diritti dell'uomo, ma è evidente che parlare di "rispetto" e non di "sottomissione" nei confronti dei capi religiosi, di "diritto alla vita" in una sociatà schiavistica, di "tolleranza" e di "capacità di scherzare" tra bambini e anziani, di "non fare torto" agli stranieri e che assegna la responsabilità di vegliare sull'organizzazione delle società e tutti indistintamente, significa affermare che una cultura nuova andava affermandosi.


IL TESTO


I - SULL’ORGANIZZAZIONE SOCIALE:

1: La società del gran mandè è suddivisa in 16 portatori di faretra, 5 classi di marabù, 4 classi di nyamakalas. Ciascun gruppo ha una sua attività e un ruolo specifico.
2: I nyamakalas si impegnano a dire la verità ai Capi, di essere i loro consiglieri e di difendere attraverso il modo di parlare le regole definite e l’ordine sull’insieme del regno.
3: I morikanda lolu (le cinque classi di marabù) sono i nostri Capi e maestri nell’Islam. Tutto il mondo deve loro rispetto e considerazione.
4: La società è divisa in classi di età. A capo di ciascuna di essa è eletto un Capo. Appartengono alla stessa classe di età le persone (uomini o donne) nate nel corso di tre anni consecutivi. I Kangbès (classe intermedia tra giovani e anziani), devono essere invitati a partecipare quando devono essere prese decisioni importanti che riguardano la società.
5: Ciascuno ha diritto alla vita e alla preservazione della sua integrità fisica. Di conseguenza, ogni tentativo di togliere la vita al prossimo è punito con la pena di morte.
6: Per vincere la battaglia della prosperità viene istituito il Kön¨gbèn Wölö (una forma di sorveglianza) per lottare contro la pigrizia e l’ozio.
7: Tra i mandekas viene istituito il sanankunya (cuginato per finta) e il tanamanyöya (forma di totemismo). Di conseguenza, nessuna divergenza nata tra questi gruppi deve degenerare, in quanto la regola è il totale rispetto dell’altro. Anche tra cognati e cognate, tra nonni e bambini il principio deve essere la tolleranza e la capacità di scherzare.
8: La famiglia Keita è la famiglia regnante sull’impero.
9: L’educazione dei bambini è in carico a tutta la società. La patria potestà appartiene di conseguenza a tutti.
10: Facciamoci vicendevolmente le condoglianze.
11: Se vostra moglie o vostro figlio fugge, non andate a cercarli dai vicini.
12: Essendo la successione patrilineare, non darete mai il potere ad un figlio fino a quando uno solo dei suoi padri è vivo. Non date mai il potere ad un minore, in quanto questi ha dei vincoli.
13: Non offendete mai i nyaras.
14: Non offendete mai le donne, nostre madri.
15: Non alzate mai le mani su una donna sposata, prima di aver fatto intervenire senza successo suo marito.
16: Le donne, oltre alle loro occupazioni quotidiane, devono essere a tutti i nostri governi.
17: Le bugie che hanno resistito 40 anni devono essere considerate verità.
18: Rispettiamo il diritto di primogenitura.
19: Tutti gli uomini hanno due suoceri: i genitori della giovane che non hanno sposato e la parola pronunciata senza costrizione alcuna. Si deve ad entrambi rispetto e considerazione.
20: Non maltrattare mai gli schiavi, accorda loro un giorno di riposo a settimana e fa in modo che cessino di lavorare ad un’ora ragionevole. Si è padroni dello schiavo, non della borsa che porta.
21: Non siate assidui con le spose del Capo, del vicino, del marabù, del mago tradizionale, dell’amico e dell’associato.
22: La vanità è segno di debolezza, l’umiltà di grandezza.
23: Non tradite mai voi stessi, rispettate la parola data.
24: Non fate torto allo straniero.
25: L’incaricato di una missione non rischia niente nel Mandè.
26: Il toro dato in consegna non può diventare il capo della mandria. 
27: Una giovane può essere data in sposa da quando è adolescente senza limite d’età. La scelta dei suoi genitori deve essere seguita, qualunque sia il numero dei pretendenti.
28: L’uomo può sposarsi a partire dai 20 anni.
29: La dote è fissata nel numero di tre bovini: uno per la giovane, uno per suo padre, uno per sua madre.
30: Veniamo in aiuto di chi ha bisogno.
 
II - SUI BENI:

31: Ci sono cinque modi per acquisire una proprietà: l’acquisto, la donazione, lo scambio, il lavoro e la successione. Tutte le altre forme senza prova certa sono equivoche.
32: Tutti i beni trovati senza proprietario conosciuto diventano proprietà comune dopo 4 anni.
33: Il quarto parto di una giovenca data in consegna è di proprietà del guardiano.
34: Un bovino deve essere scambiato con quattro montoni o quattro capre. 
35: Un uovo su quattro appartiene a chi custodisce il pollaio.
36: Soddisfare la propria fame non è furto se non si ha nulla nella propria borsa o nella propria tasca.
 
III - SULLA SALVAGUARDIA DELLA NATURA:

37: Fakombè è nominato Capo dei cacciatori. È incaricato di salvaguardare il bosco e i suoi abitanti per il benessere di tutti. 
38: Prima di incendiare il bosco, non guardate a terra, ma alzate la testa verso la cime degli alberi. 39: Gli animali domestici devono essere legati nel periodo della raccolta e liberati dopo. I cani, i gatti, le anatre, e il pollame non sono soggetti a queste misure.
 
IV - DISPOSIZIONI FINALI:

40: Rispettate la parentela, il matrimonio e il vicinato.
41: Uccidete il vostro nemico, non umiliatelo.
42: Durante le grandi assemblee accontentatevi dei vostri legittimi rappresentanti, e tolleratevi a vicenda.
43: Balla Fassèkè Kouyate è designato grande Capo delle cerimonie e mediatore principale del Mandè. È autorizzato a prendere in giro tutte le tribù, in primo luogo quella della famiglia reale.
44: Tutti quelli che trasgrediscono queste regole saranno puniti. Ciascuno deve vegliare sulla loro applicazione.
(fonte del testo Solidarietà Internazionale)
 

martedì 29 giugno 2010

spiriti delle acque gialle

venerdì scorso, a Dakar, la prima pioggia della stagione.
io non c'ero, me l'hanno raccontata.
la prima pioggia è un evento importante e porta con sè spiriti e demoni.
alla sartoria di Guediawaye, periferia sud di Dakar, le ragazze erano al lavoro nel cortile, i tavoli pieni di stoffe leggere, modelli, forbici, rocchetti di filo e attrezzi per il taglio, all'interno, nel laboratorio, le macchine da cucire ronzavano.
caldo opprimente, cielo lattiginoso, l'hivernage.
la città attendeva, le toubab soffrivano semplicemente l'afa continuando a fare il loro lavoro estranee alla sensazione di tragedia imminente.
le prime gocce.
in fretta in fretta si raccoglie il lavoro, le stoffe, gli attrezzi, i modelli, si sgomberano i tavoli, si ammucchia tutto al coperto nel laboratorio, tutti si ammucchiano al coperto e guardano fuori, il cielo, la pioggia che aumenta e solleva sbuffi di polvere e umidità.
un grido soffocato dall'interno del locale, una delle ragazze crolla a terra, trema violentemente, è in trance, lo spirito dei Sèrere l'ha presa e si manifesta attraverso di lei, la trance dura parecchi secondi, forse un minuto e mentre si cerca di aiutarla viene presa un'altra e poi un'altra e poi un'altra in una trance collettiva che celebra e esorcizza la prima pioggia, caduta perdipiù di venerdì.
per un momento il mondo degli uomini e quello degli spiriti non ha più alcun confine.
poi le toubab sono le prime a reagire, calmano ad una ad una le ragazze, chiamano i loro genitori che poco alla volta vengono a prenderle, per quel venerdì il lavoro è finito e si mette ordine nel laboratorio discutendo.
gli spiriti sono entrati, quest'anno con maggiore violenza ci vuole un rito una purificazione che tenga lontana la possibilità di nuovi eventi magici, si potrebbe sentire un marabout, chiederglie le erbe per lavare i muri e il pavimento del laboratorio e del cortile per preservare la sartoria per il futuro.
le toubab  pensano che una bella lavata, in effetti, alla scuola di sartoria non farebbe affatto male.
intanto quasi tutti sono andati via, meditando sul costo delle erbe e dei lavaggi, senza prendere una decisione, il problema è rimandato al prossimo anno, alla prossima pioggia, alla prossima volta che gli spiriti decideranno di manifestarsi tra gli uomini.







intanto è finita anche la prima pioggia, si aspetta la seconda, ci si prepara a trascorrere la stagione più calda, più umida viscerale e uterina che durerà almeno tre mesi.
l'anno scorso interi quartieri di Dakar sono stati inondati e le famiglie che hanno spalato fango e mobilia per tre mesi oggi sono ancora senza una casa: gli spiriti hanno voluto giocare, l'anno scorso.
come si comporteranno quest'anno?

e gli uomini, sapranno opporsi usando la magia e l'intelligenza?








photos by serigne diagne