lunedì 7 luglio 2014

espressione

scrive
"Un plauso silenzioso a tutte le madri di figli misti. Solitarie perlopiù, non importa la ragione ne il perché, ma combattenti silenziose ed ardite di una guerra in cui non c'entravano. Siete le mie eroine. Vere pioniere di ciò che la società banalmente ha chiamato integrazione, siete l'espressione dell'amore oltre i colori, cuori, e sopra i dolori. Respect for life."

e io, stupita, sorpresa e molto profondamente colpita di questa delicatezza, rispettosamente ringrazio.

venerdì 27 giugno 2014

dov'è tuo papà?

interno, sera, ora di cena
a tavola in cucina io e Momo (2 anni e mezzo), di fronte a lui Samuele (tre anni) e di fianco a Samu la sua mamma, amici di famiglia.
davanti alla pizza appena arrivata, si svolge il seguente dialogo

Samuele (colloquiale): tu non ce l'hai il papà?
Momo (alza distratto lo sguardo dalla pizza): certo che ce l'ho, è lontano
Samuele: dov'è?
Momo: in Senghenal
Samuele: e dov'è?
Momo: in Africa
Samuele (illuminandosi): ah, sì! e lì ci sono anche gli elefanti!
Momo: e le tigri e i leoni e le giraffe...
Samuele: e gli ippopotami e...
Momo: ...
...

l'importante è avere delle risposte da dare e Momo in un attimo sa spiegare dov'è il suo papà e cos'è l'Africa.
è stato adeguato, tranquillo e sereno, ha colto una domanda fatta senza malizia e ha risposto senza incertezze: ci saranno sempre più domande scomode nella sua vita, avere risposte sarà la sua forza.

martedì 24 giugno 2014

insicurezza #1

non ho mai imparato a parlare wolof
eppure è una lingua che mi è sempre piaciuta
due anni con uno, sette anni con un altro, quattro con quest'ultimo con cui ho pure fatto un figlio
non mi piace non saper parlare wolof
prima o poi mio figlio e suo padre mi racconteranno un mucchio di stronzate
e già da anni ròsico quando incontro senegalesi in gruppo che non ti fanno mai la cortesia di parlare italiano e ti mollano nell'angolino o la suocera e le cognate con cui vorrei scambiare qualcosa di più di due frasi sorridenti in uno stento (mio) francese
effettivamente non mi sono mai impegnata nemmeno nel francese

non amo particolarmente le lingue diverse, non ho orecchio e faccio una fatica trementa a mettermi in testa due frasi
però alla fine l'inglese lo so bene, a forza di studiarlo, e il francese lo recupererei in fretta

il fatto è che le mie relazioni sono sempre state lì lì per chiudersi
anche appena cominciate (che è normale)
anche dopo una firma in municipio (che è un po' meno normale)

se hai sempre nella testa lo spauracchio dell'altra moglie (con quello dei sette anni)
o lo spauracchio di uno che ti dice in continuazione che non sei la donna giusta per lui (caso recente)
e in più sei una che già parte da una nevrosi abbandonica di suo (gran bella accoppiata)
la voglia di fare una cosa che già ti è faticosa, non ti viene

ma se io invece avessi imparato il wolof
intendo lingua e insieme cultura, sottintesi, significati e abitudini
se mi fossi impegnata a gratis, senza aspettare che il principe azzurro si chinasse a spezzare con un bacio l'incantesimo della paura
sarebbe cambiato qualcosa?

non è dato sapere, forse sì o forse no
ma nel frattempo mi sarei goduta un po' di più il principe in questione, senza passare tempo, altrimenti utilizzabile, a frignare, immaginandomi e prevedendo l'orrido abbandono

si è capito che il wolof è solo un esempio?

lunedì 16 giugno 2014

politically correct

mattia ha nove anni,
momo, come sapete, due e mezzo
ogni sabato da quest'inverno si vedono nella ludoteca della piscina, dopo il corso, e mattia si è affezionato a momo, che lo segue come un cucciolo di lupacchiotto
da un paio di settimane giocano insieme talmente assorti e concentrati che io mi sono concessa più di una mezz'ora di lettura sul divano, un lusso sfrenato e molto goduto di cui sarò grata per sempre a questo ragazzino ossuto e sorridente

sabato scorso mattia a un certo punto corre da sua mamma e le sussurra in un orecchio
chiedi a sua mamma se possiamo portarlo a casa per un giorno!
la mamma vede che li guardo e mi chiede se è mio figlio e quasi ridendo le dico di sì e le dico che mattia è molto carino e ci sa davvero fare con i bambini e che momo lo adora e insomma la domanda di mattia mi fa tenerezza
se non che lei, imbarazzatissima, aggiunge sà, mattia ama molto i bambini, se poi sono neri sono proprio dei bambolotti per lui
e ovviamente a quel punto mi sono imbarazzata anche io
povera donna! suo figlio non aveva fatto niente di male, ma lei era terrorizzata dalla remota possibilità che io lo ritenessi offensivo
ed è risultata essere offensiva lei

le ho detto di non preoccuparsi, che mattia mi sembrava tenero e carino con tutti i bambini e che se ci sapeva fare con i piccoli mi sembrava una bella qualità e che non pensavo dipendesse dal colore della pelle del mio e che ero contenta che giocassero.

(e uffa, era una bella cosa! detesto il politically correct applicato a spatolate!)