lunedì 2 marzo 2015

insegnante razzista

Il 19 febbraio 2015 l'insegnante di una scuola media di Firenze è stata condannata a un anno e 4 mesi di reclusione per ingiurie e maltrattamenti psicologici con l'aggravante della discriminazione razziale, ai danni di un suo alunno di quindici anni.
Lo studente ha denunciato di essere stato chiamato negro e bifolco, e che rivolgendosi a lui, la donna sosteneva che "gli uomini, come gli animali, dovrebbero vivere ciascuno nel proprio ambiente".

Ne riferiscono alcuni quotidiani locali.

Ne riferisco anche io, perchè penso a quando succederà a mio figlio e a quando anche io, nel caso, sarò pronta a denunciare.
Ne riferisco perchè antirazzismo è anche denuncia, è anche portare allo scoperto le azioni sbagliate perchè non si ripetano.

Sento già il coro dei minimalisti indignarsi perchè non bisogna dare risalto, non bisogna fare di tutta un'erba un fascio, la scuola italiana è meglio di così, le classi ormai sono miste e bambini e insegnanti sono abituati a trattare le diversità e le culture.
Ma io non sono d'accordo.

La scuola italiana non è affatto preparata, tutto è lasciato al buon senso e per fortuna di buon senso ne gira moltissimo. 
Ma non sempre è sufficiente e molto spesso non saranno le cene o le feste multietniche a portare qualche cambiamento: ci vorrebbero corsi di aggiornamento in cui insegnare agli insegnanti cosa è corretto e cose no, quando ci si rivolge a un ragazzo o a una ragazza di origine non italiana.
La compassione (dal latino pati e dal greco sympátheia a cui viene aggiunto il suffisso cum a indicare una comunanza di sentire e di vissuto) e il rispetto non sono insegnabili, ma una serie di regole comportamentali adeguate ai tempi che cambiano sì.

Per questo ne riferisco, perchè la realtà italiana, oggi è anche questa, e come ho detto molto spesso, nasconderci dietro un dito non è utile a nessuno, soprattutto non ai nostri figli.

giovedì 12 febbraio 2015

natural afro hair kids

ricevo e volentieri giro anche a voi

Care mamme,
leggendo i vostri messaggi e venendo a contatto con tanti genitori, AFRO selvaggio e AfroRicci hanno deciso di creare un vero e proprio #TOUR per raggiungere anche chi si trova in altre città di italia. Vi invito a prendervi già il posto per un corso che può fare la differenza per voi e per i vostri piccoli
I posti disponibili saranno solo 10 per la coppia mamma e bambino. Orario del corso dalle 14:30 alle 18:00.
Argomenti e pratica:
Introduzione
Motivazione
Coraggio
Lavaggio capelli, come, quando e quanto
Idratazione, spray o creme, come idratare e perchè?
Come snodare senza lacrime
Styling quotidiano, definire, twist a due e tre, bantu knots, banding e blowout
Asciugatura

Le date e scadenze per l'iscrizione:
Milano 22 Febbraio costo €50 per coppia mamma + bimbo ( entro lunedi 16 febbraio)
Torino 29 Marzo costo €60 per coppia mamma + bimbo ( entro lunedi 9 marzo)
Padova 19 Aprile €65 per coppia mamma + bimbo ( entro domenica 22 marzo)
Roma 17 Maggio €85 per coppia mamma + bimbo ( entro domenica 26 aprile)
Vi aspettiamo!

lunedì 9 febbraio 2015

cinesi: la smettiamo?

una mamma chiede in un gruppo di facebook, qualcuno va all'area giochi del parco sempione quella vicino all'arco della pace? e un'altra risponde io ci vado qualche volta ma è sempre invasa da adolescenti
e fin qui, capisco il disagio
cinesi
e che c'entra??
le ho risposto che non comprendevo il nesso tra il fastidio di dover condividere un'area dedicata ai piccoli con frotte di adolescenti pieni di ormoni, e la provenienza famigliare di questi adolescenti - molti dei quali probabilmente a parte i tratti somatici, sono cinesi come me.

ho suscitato la polemica
ho fatto la rompicoglioni
mi sono intromessa in un post che parla di eventi dedicati ai bambini, accidenti a me.
e sono stata cazziata
mi è stato spiegato che a infastidire è proprio la cinesità, perchè questi fanciulli non parlano (o non desiderano parlare) italiano e dunque sghignazzano in cinese e la signora nel chiedere loro di andarsene si sente straniera a casa sua.

effettivamente non è piacevole sentirsi stranieri.
non capire le parole dell'altro.
sentirsi offendere senza poter replicare adeguatamente.
è frustrante.

è quello che provano gli stranieri ogni giorno.
anche quelli cresciuti qui.
anche quelli con un buon lavoro e un comportamento adeguato (sono ironica), che non pregano in mezzo alla strada, che non cucinano troppo agliato, che non litigano in un'altra lingua impedendo così il pettegolezzo di condominio, che non si sposano con un rito diverso e non fanno le vacanze solo nel loro paese d'origine.
gli stranieri, si sentono sempre stranieri, sbagliano sempre qualcosa.
chi ha voglia di vivere così?
nessuno, ha detto bene la signora.

allora, facciamo ordine: se la signora si facesse coraggio (mi rivolgo a lei perchè l'adulta è lei) e facesse sloggiare i suddetti ragazzotti dal parchetto dei piccoli, infischiandosene di non capire le loro sghignazzate, se li trattasse da adolescenti e basta, contribuirebbe a scardinare un meccanismo perverso - quello per cui io faccio a te quello che tu fai a me nei secoli dei secoli, amen.
la smettiamo?

i colori dell'amore

Ah! è bianca esclama con soddisfazione la nonna di Veronica vedendo per la prima volta la bisnipotina Yasmin, figlia di mamma italiana napoletana e di papà mauritano di Nouakchott.
I neogenitori sono giovani giovani, lei bianca, bionda, morbida e molto legata alla sua famiglia, lui alto, scuro, dai tratti più nord che sub africani, tiene alla sua cultura ma non fa una piega di fronte alle richieste pressanti dei napoletani veraci.
Un po' uno stereotipo questo quadretto.
E anche le altre coppie viste ieri (Tina e Max, coppia italocinese; Cristiana e Sonu, coppia italo-indiana, Luigi e Janaina, coppia italo-brasiliana) rappresentano un po' altrettanti quadretti un po' troppo definiti.

In realtà non so bene cosa mi fossi aspettata.
Certamente niente di rivoluzionario, ma forse qualcosa di meno noioso.

Forse il punto controverso e oggetto di discussione sta tutto qui: le coppie miste possono pure essere tanto normali da essere una noia mortale, questo è oggettivo.
Ma almeno per noi, che ci siamo (stati) dentro, forse l'aspettativa era di qualocosa di meno banale, visto che nessuno di noi ha avuto esperienze banali.

Anche soltanto pensare alle difficoltà burocratiche, agli sguardi, ai pregiudizi, ai litigi (e alle riconciliazioni).
O pensare anche alle varie soluzioni di compromesso fantasiose e originali che tante coppie adottano per vivere in base a due culture e per crescere figli misti.
Agli amici coinvolti, ai viaggi e alle scoperte, alla famosa ricchezza tanto sbandierata e realmente esistente.
Tutto questo arricchisce la realtà di molte più sfumature di quelle viste ieri.
E poi (per noi) è ben chiaro che le coppie miste possono avere anche provenienze socio-economiche diverse, la parte non italo per esempio può essere, e molto spesso è, costituita da professionisti, da famiglie mediamente benestanti, da culture meno difficili da mettere a confronto con quelle italiane e da entourage colti e ricchi di sfumature. 

E le sfumature, sottolineate o accantonate, fanno la differenza.

Insomma, non me la sento di definire questa trasmissione un'emerita cavolata come ho letto in un paio di discussioni e non credo che questa banalità rischi di alimentare uno stereotipo (se non uno stereotipo più ampio, quello dei napoletani famiglioni, delle generalesse cinesi, degli indiani dai tempi dilatati, delle suocere suocerose e rompine).
Però non me la sento nemmeno di passarla a pieni voti.
Queste coppie sono reali, abbiamo sentito le storie dei loro incontri, delle razioni famigliari, delle soluzioni adottate, dei rispettivi lavori e del rispettivo folklore, sono reali, niente da obiettare - però sono parziali, e questa è una precisa scelta che dispiace.
La realtà è ben più complessa di così, a volte più seria e problematica, a volte più allegra e originale, a volte seria, problematica, allegra e originale allo stesso tempo.
La realtà è fatta anche di mille piccoli dettagli umilianti, da parte del vicino di casa o della nonna o degli insegnanti.
La realtà è fatta anche di mille piccoli dettagli esaltanti, di successi, di valori condivisi e di soluzioni trovate con determinazione.

Insomma, per riassumere, ci sono realmente spose ossessionate dal giorno del matrimonio, ci sono persone malate di pulito, ci sono mamme che si fanno riprendere la vagina in sala parto e ci sono coppie miste edulcorate: non è peccato fermarsi a guardare una di queste trasmissioni, basta tenere a mente che il real reale è molto molto molto molto altro.
E che questa trasmissione non toglie, ma purtroppo nemmeno aggiunge nulla alla società italiana che invece avrebbe tanto bisogno di una cultura sulla multiculturalità e sull'antirazzismo un po' più seria e ragionata e reale.

lunedì 2 febbraio 2015

varicella da single

alle cinque di mattina il prurito è imperativo, bagno d'urgenza del piccoletto con amido di riso, un'oretta di giochi marini quando vorresti solo sdraiarti sul pavimento di piastrelle e intanto pensi che forse in questo caso se anche avessi un marito cambierebbe poco, i bimbi malati sono noioso e appiccicosi comunque e pazienza.
provi a rimetterti a letto, lui con i cartoni e tu con un bellissimo libro sulle mafie a milano, ma si fanno le otto, fai colazione e dalla a lui, vestilo, vestiti, scegli il libro per fare la coda, e si va dalla pediatra che dice tutto ok solo varicella non date niente (ma tu stai già dando antistaminico omeopatico, dosi massicce di vitamina C, aloe e calendula e lunghe sedute nell'acqua tiepida, grazie lo stesso) e tornate tra una settimana.
una settimana?! la testa comincia a andare in più direzioni già fuori dallo studio medico, come faccio? i clienti, gli appuntamenti, le commissioni, le incombenze.
intanto passi da scuola ad avvisare e a portare i soldi per il megatappetone del salone, poi da un'amica che ti ha fatto il favore di ritirare i documenti di una cliente, la spesa arriva a casa, la baby sitter può venire nel pomeriggio e già qualcosa si sta aggiustando.
ci sono due lavatrici da fare, i bimbi malati sono noiosi e appiccicosi e mangiano a letto e capita che si facciano la pipì addosso, passino le tempere sui vestiti (i tuoi) e rovescino il succo, sono bimbi appunto.
ci sono due lavatrici da ritirare.
per fortuna io non stiro.
lenzuola da cambiare.
una telefonata importante e una un po' meno, due email per la scuola, due amiche con bimbi da avvisare che giovedì e venerdì Momo era già infettivo, la pista delle macchinine da tracciare con lo scotch di carta sul pavimento e da decorare (sennò che pista è), e si fa l'ora di pranzo.
poi lui se ne va a nanna, un po' rognando che vorrebbe ancora giocare, ma si addormenta con il frigno ancora da esprimere appieno.
e tu vorresti di nuovo sdraiarti con lui in quel lettone tanto accogliente oppure sul pavimento, fa lo stesso.
ma c'è da scrivere una memoria per la ragazza nigeriana che mercoledì va in questura per la richiesta di asilo e che alle tre viene a portarti alcuni documenti.
preparare la merenda per quando si sveglia.
cercare qualcuno che pulisca casa questa settimana che proprio non ce la fai a fare da sola.
impostare la cena, così poi sfrutti bene le ore di baby sitting con il lavoro.
pulire la cucina e fare andare il lavastoviglie.
mandare tre raccomandate per altrettante cittadinanze che aspettano una risposta da anni.
rimandare il pranzo di domani con un'amica.
e ora sono le tre, siamo a metà giornata, la baby sitter è arrivata e almeno per oggi non ti aspetti drammi.
wow!
ecco, posso indugiare un attimo in un pensiero ozioso: forse un marito stasera cucinerebbe e si spupazzerebbe cotemporanemente la piccola cozza e poi lo metterebbe a letto ed entrambi ti lascerebbero poltrire sul divano dalle sette alla nanna senza un solo pensiero..forse..ma forse questa è solo una fantasia un po' egoista e alla fine se non ci pensi, a sera ci arrivi lo stesso e sono solo le tre e le cose da fare ancora tante e per i pensieri oziosi non c'è posto.
e alla fine non c'è niente, proprio niente che cambieresti.