lunedì 20 ottobre 2014

Afroricci - il primo workshop si fa a Milano!

AFRORICCI, in collaborazione con  ROOT2TIP UK presenta il
WORKSHOP PER CAPELLI AFRO E RICCI  
26 OTTOBRE 2014 DALLE 14,30 ALLE 18,30
ALLO SPAZIO LAMBRATE (viale rimembranze di lambrate 16, milano)

tutte le tecniche, le cure e i segreti di questi bellissimi capelli
l'evento è rivolto a tutte le persone che hanno bisogno di conoscere le cure e prodotti per i capelli afro, ricci e trattati: esperti del settore saranno a disposizione per ogni tipo di dubbi e domande.
sarà anche un modo per conoscere le proposte "afro-etniche" di Milano e molte persone con una grande passione per i capelli afro
saranno presenti parrucchieri, produttori di cosmetici, stylists, gruppi d'incontro, e tanti altri ancora.
è un'occasione unica, impossibile perdersela.
andiamo tutti a raccontare le nostre storie e a festeggiare la bellezza afro!
 
biglietti e informazioni su www.afroricci.com
 

domenica 19 ottobre 2014

calendario settimanale





questo non è un blog che parla strettamente di attività per bambini, ma siamo molto fieri del nostro calendario settimanale e allora lo condividiamo.
abbiamo preso un foglio di plastica adesiva nera, uso lavagnetta (su cui si può scrivere con i gessetti, per capirci).
l'abbiamo appiccicata sul frigo, ad altezza treenne.
con l'Uniposca bianco indelebile abbiamo fatto le scritte da non cancellare e poi abbiamo ordinato su Camaloon i magneti che indicano le attività settimanali: asilo, nonna, piscina, cavallo e feste, con immagini trovate in rete.
l'omino mascherato indica il giorno della settimana.
se c'è qualche attività diversa la disegnamo con i gessetti.
costo totale circa 10€.
ogni domenica sera lo aggiorniamo e quando Momo vuole sapere cosa si fa quel giorno può andarlo a guardare sul suo calendario.
questo lo aiuta ad imparare la scansione temporale e sembra piacergli molto.

venerdì 3 ottobre 2014

mi piace

mi piace guardare la televisione allungata sul divano
mi piace molto!
mi piace sex and the sity con una bella fetta di torta di carote
mi piace grey's anatomy con una sigaretta e una coperta
mi piaciono le città africane di mattina presto, quando sono ancora in ordine, mi piace giocare a scacchi, mi piaceva la mano di mio marito sul pancione
mi piace il Traminer ghiacciato, guidare chiacchierando con mio figlio, guardare le altre persone quando sono sull'autobus
non mi piace il dentista, non mi piace chi non saluta, non sopporto i mocassini finto (e nemmeno vero) tod's con la suola sul tallone
non mi piace affatto la letteratura russa, ma darei tre giorni di vita per un buon film francese
mi piaciono la mia amica federica e il suo compagno paolo
mi piaciono i trenini elettrici e le storie per bambini di quentin blake
non mi piaciono il corriere della sera, la pentola a pressione, le macchine troppo grandi o troppo nuove
mi piaciono le posate d'argento un po' rovinate
mi piace andare alla spa bigiando il lavoro
in effetti mi piace molto bigiare!
mi piaciono le fotografie essenziali di natasha, il patè di fegato, i taccuini con la copertina nera e i golfini grigi
mi piace essere nell'orbita delle persone soddisfatte e assorbire un po' di quella gioia tranquilla
mi piace tenere mio figlio per mano quando camminiamo
mi piace essere la mamma di questo bambino!
non mi piaciono le sorprese, le cravatte colorate, i trolley azzurri flosci e nemmeno i post-it o i segnapagina
mi piace il Naviglio Grande in primavera, mi piace viaggiare in treno, mi piace leggere fino a che gli occhi non mi si chiudono nonostante gli sforzi
e tanto, tanto tanto..mi piace guardare la televisione allungata sul divano!

giovedì 2 ottobre 2014

educare alla creatività #2

ieri sera, privatamente, dopo aver letto il post di ieri, una mamma mi ha raccontato la sua esperienza: papà africano che educa al rispetto con fermezza ma a volte con metodi per lei discutibili (per esempio televisione per annullare i figli e non sentire i lamenti) e lei, mamma italiana, che predilige la sperimentazione e la negoziazione e viene accusata di permissivismo quando i figli non vengono tenuti per mano in strada o possono discutere una scelta che non condividono.
due modelli diversi, che non sono nemmeno sicura abbiano una componente culturale, ma che sicuramente sono più facilmente reperibili in ambiente rispettivamente africano ed europeo (fatte le dovute eccezioni).

ad ogni modo, questo racconto mi dà modo di approfondire un punto: i differenti modelli attuati dai genitori generano confusione nei bambini?
io credo di no, o meglio credo che una componente confusiva sia sopportabile a fronte di una notevole ricchezza - i figli che superano questa confusione imparano che il mondo si può vedere da prospettive differenti.

affrontare messaggi apparentemente contraddittori da parte delle due persone più autorevoli della loro vita apre la testa e permette l'ingresso di punti di vista diversi sulle stesse questioni, favorendo elasticità e soluzioni creative.
mi spiego meglio: anche io, al posto di questa mamma, avrei l'orticaria di fronte a certe cose, quindi la capisco e capisco che lei le combatta. 

e personalmente non credo che debba smettere, perchè se io perseguo un modello, non è riconoscendo che l'altro ha diritto di esistere che necesariamente cambierò il mio.
però l'altro ha davvero diritto di esistere
e soprattutto questo diritto può dare ai bambini strumenti utili per affrontare la vita. 
 
immagino che anche quel papà abbia l'orticaria di fronte a cose per lui impensabili.
 

ma al di là dei contenuto, il fatto in sè che ci siano due punti di vista e che entrambi abbiamo diritto di esistere, dal momento che vengono in alcune occasioni, arricchisce i ragazzi e apre loro la testa.
 
i genitori della mia generazione sono abbastanza tutti convinti che papà e mamma debbano sostenersi a vicenda e non debbano mai contraddirsi di fonte ai figli

ma perchè lo siamo?
forse è un modello educativo su cui non si è ancora ragionato abbastanza.
sicuramente i ragazzi affronteranno molte più situazioni contraddittorie nella loro vita che situazioni serenamente tracciate e riconoscibili.
forse è meglio prepararli.
con moderazione, ovviamente.
sostenersi a vicenda favorisce la chiarezza e la sicurezza.
contraddirsi qualche volta o su qualche punto, favorisce la creatività.

non sto proponendo un modello di genitori che si scannano di fronte a un bambino che vuole vedere un cartone, rubandosi il telecomando e accendendo e spegnendo la tv a seconda di chi prevale nel litigio, mandando ai pazzi il figlio.

non sto proponendo nulla, in effetti, se non la possibilità di sentirsi meno frustrati di fronte ad un genitore con cui non si ha il medesimo modello educativo: se l'obiettivo è comune ed entrambi i genitori desiderano educare al rispetto, all'ascolto, alla comprensione e accoglienza, credo che passare attraverso due differenti "si fa così" non sia dannoso per la crescita, anzi.

mercoledì 1 ottobre 2014

educare alla creatività

nel nostro generale brontolio verso il nostro paese, la disapprovazione per l'educazione dei figli raggiunge livelli altissimi
(troppo maleducati, troppo sboccati, troppo aggressivi, troppo consumisti, bambini fuori controllo direbbe qualcuno)

a volte, nel mio misto mondo italo-africano, colgo invece un'ammirata osservazione dei metodi educativi africani che privilegiano disciplina, rispetto, silenzio, regole.
e condivido il fatto che educare i figli alle regole, al rispetto e all'ascolto siano valori importanti.

sono stata educata in maniera disciplinata e cerco di educare mio figlio in modo molto simile.

ma la regola non basta, ed è qui che io a Tata Lucia proprio non andiamo d'accordo.
la regola da sola è esattamente uguale alla non-regola.

sono stata educata alla disciplina e sono una mamma che inchioda suo figlio al passeggino, alla sedia, o al letto se deve, ma ho imparato anche una cosa fondamentale, che è la creatività che fa l'uomo e la donna felici, non la disciplina.
e per creatività non intendo l'arte o la falegnameria, non intendo nemmeno permettere che da quella boccuccia esca ogni cosa senza freni o che ogni desiderio debba essere soddisfatto pena un futuro all'insegna dei traumi infantili.

la creatività è la capacità di destreggiarsi, di trovare strade alternative (cosa che in momenti di crisi, magari economica o sentimentale, è una vera risorsa).
l'educazione africana non lascia alcuno spazio alla creatività - insegna le regole, ma non a rielaborarle.
l'educazione italiana, al contrario non insegna le regole e quindi neppure a rielaborare alcunchè.
nessuna delle due è meglio.

 
non ho esperienza di altri modelli educativi, ma credo che applaudire una mamma che costringe un bambino a fare quello che lei gli impone di fare sia condivisibile solo se quella mamma, una volta ottenuta la regola, poi sia anche tanto elastica da essere fiera del figlio che la infrange.