sabato 31 dicembre 2016

un autre monde

che questa canzone, questa idea, ci accompagni nel prossimo anno.

(un autre monde, Sinsémilia feat. Tiken Jah Fakoly - più sotto trovate il testo e la traduzione!)

non solo per ricordarci, ogni giorno, di fare di più, e meglio.
per chi viene a chiedere rifugio, per chi cerca un luogo dove vivere in pace, per chi desidera una vita migliore.
per i migranti, per le tante persone che vivono una vita non dignitosa nè sicura.

ma che questa idea ci accompagni nel prossimo anno, a ricordarci di fare di più e meglio anche per noi.
anche per noi, dentro di noi, un altro mondo è possibile.

se ci impegniamo a nutrire il nostro spirito con buoni libri, buona musica e buona compagnia.
se smettiamo di costruire fortezze tra noi e le nostre emozioni.
se accettiamo di cambiare le regole o di farci cambiare da altre regole.
se ci guardiamo con gli occhi aperti, collegando mente e cuore.
se siamo gentili con noi stessi.
se cambiamo i nostri sciocchi schemi mentali.

un altro mondo è possibile.

io intanto, domattina, mi alzerò e andrò a fare colazione con Momo in Piazza Gae Aulenti, e poi una passeggiata, come da tradizione di famiglia, e mi impegnerò a nutrire il mio mio spirito per tutto il primo giorno dell'anno.

e un giorno alla volta, mi impegno a ricordarmi che un altro mondo è possibile.
un altro mondo è possibile dentro e fuori di me.


(per ascoltare un autre monde cliccare sul titolo in alto a destra)

Tu peux fortifier tes frontières 
Dresser des miradors 
Entre toi et la misère 
Pour protéger tes trésors 
Que penses-tu régler ? 
Qui crois-tu stopper ? 
Un homme affamé est un homme en colère 
Regarde le flot incessant se jeter à la mer 
Que ferais tu à leur place ? 
Que veux-tu qu`ils fassent ? 
Que ces gens baissent la tête en attendant que ça passe 
Non ces hommes ont des droits 
Celui de vivre et de nourrir leurs gosses 
Tu sais ce genre de droits 
Que méprise la négoce 
Quand une poignée de sangsues 
se partage les richesses du monde 
Les richesses de tout le monde 

Ça parie ça spécule ça partage les profits 
Et jamais ne recule sacrifier des vies 
Pourtant il y a tout ici 
Tout pour que tous soient nourris 
Oui il y a tout ici 
Pour qu’à tous un avenir sourie 

Un autre monde est possible 

Les peuples du monde ne veulent plus mendier 
Ne plus mendier leur dignité 
Ne plus mendier leur liberté 
Non les peuples du monde ne veulent plus mendier 
Ce qui leur appartient et qui chaque jour leur est volé 
Tant de richesses, si peu de bénéficiaires 
A croire que la misère serait héréditaire 
Ceux qui souffrent aujourd'hui ont vu souffrir leurs pères 
Les mêmes rêves se brisent sur les mêmes barrières 
Pourtant quand l'homme veut l'homme peut 
Alors ensemble changeons les règles du jeu 

Un autre monde est possible 

Chaque vie humaine a une valeur 
La même valeur 
Sans distinction de sexe ou de couleur 
Quand cesserons-nous d'être charitables ? 
Pour en devenir raisonnables 
En choisissant le seul chemin viable 
Le partage véritable... 

Un autre monde est possible 
Puoi rafforzare le tue frontiere
Innalzare torri di guarda
tra te e la miseria
Per proteggere I tuoi tesori
Che cosa pensi di controllare?
Chi pensi di fermare?
Un uomo affamato è un uomo arrabbiato
Guarda il flusso senza fine che si butta in mare
Che cosa faresti al loro posto?
Che cosa vorresti che facessero?
Che chinassero la testa aspettando che tutto passi
No, queste persone hanno dei diritti
Il diritto di vivere e nutrire i loro figli
Sai quel tipo di diritti
Che disprezza il commercio
Quando invece una manciata di sanguisughe
Si spartisce la ricchezza del mondo
Le ricchezze di tutti

Si scommette si teorizza si dividono i profitti
E non ci si tira indietro se c'è da sacrificare una vita
Eppure qui c'è tutto
Tutto in modo che tutti abbiano di che nutrirsi
Sì, c'è tutto qui
Perchè il futuro sorrida a tutti

Un altro mondo è possibile

I popoli del mondo non vogliono più elemosinare
Non vogliono elemosinare per la loro dignità
Non vogliono elemosinare per la loro libertà
No, le persone nel mondo non vogliono più chiedere l'elemosina
Ciò che appartiene a loro e che ogni giorno gli viene rubato
Tanta ricchezza, così pochi beneficiari
Credere che la povertà sia ereditaria
Coloro che soffrono oggi hanno visto soffrire i loro padri
Gli stessi sogni si infrangono sulle stesse barriere
Tuttavia, quando l'uomo vuole l'uomo può
Allora insieme cambiamo le regole del gioco

Un altro mondo è possibile

Ogni vita umana ha un valore
Lo stesso valore
Senza distinzione di sesso o di colore
Quando smetteremo di fare la carità?
Per diventare ragionevoli
Scegliendo l'unica strada percorribile
La vera condivisione…

Un altro mondo è possibile


sabato 17 dicembre 2016

di amiche e di scatoloni, ma soprattutto di amiche

non scrivo da più di un mese
non curo veramente più questo blog da molti mesi.
tante cose sanno succedendo.
cambiamenti.
voglia di cambiamenti.
necessità di cambiamenti.
mi manca, questo posto.
mi manco io.

e allora vi racconto un po'.

sto cambiando casa, quella nuova è poco lontana da quella attuale.
il quartiere, gli amici, i negozianti, le risorse restano.
Momo è contento, dalla sua nuova camera si vedono passare i treni.
io sono felice, dal balcone vedo tanta luce, i tetti e quando fa bello anche le montagne.

ho cominciato a tirare fuori i ricordi, quello che mi lega a questa casa è tanto.
eravamo tre amiche, nelle nostre tre stanze, e ci incontravamo spesso, la sera, nella grande cucina con il tavolo fratino insieme alla bionda, immancabile, forte, generosa, sorella che stava spesso qua e ci portava sempre le caramelle.

una si è innamorata per prima, un'altra aveva appena chiuso e rimuginava, la bionda faceva mille cose, poi mi sono innamorata io: la prima storia è stata folgorante, bellissima, iniziata insieme a questa casa - la seconda è stata un matrimonio, un bambino, una separazione, molta gioia e molto dolore.
è stata una casa di donne, soprattutto.
e con queste donne sono cresciuta.

ve le ricordate, amiche, le serate in cui discutevamo delle opere e del diario di Bourgeois, e dell'opportunità di continuare a bere Amaro del Capo?
la prova per la serata di gala sulla nave da crociera?
la prima uscita con il bel veterinario?
il grande amore tormentato della bionda?
le cene a base di carne per soddisfare palati senegalesi e ivoriani, le cene vegetariane di quella che la carne non poteva nemmeno vederla?
i gatti che correvano in circolo dentro e fuori dai balconi
le rose e i quadri di una, le collane e i libri dell'altra, gli amori e i dolori della terza.
la poltrona verde.
le prove del mio vestito per il matrimonio.
le serate al Frida, le serate in cui il Frida veniva da noi.

una dopo l'altra ve ne siete andate, una in Senegal e l'altra a convivere con il bel veterinario.
altre persone sono passate di qua, la bionda per fortuna non si è spostata di un centimetro e ci ha tenute tutte unite, anche nei momenti più difficili.

da allora a oggi, per me è stato soprattutto fare la mamma, soprattutto senza queste amiche, lontane e impegnate.
lontana e impegnata io.
a volte non ci siamo capite, a volte non abbiamo potuto farci niente.
fare la mamma, da sola, è un mestiere totalizzante, questo lo sapete: ho ripensato mille volte all'amica di un'amica, che teneva gelosamente una sera a settimana per sè, fuori dal ruolo di mamma, fuori dal ruolo di moglie - io non avrei potuto farlo, ma senza le mie amiche, ho finito per non averne nemmeno troppo il desiderio.

non ho mai avuto rimpianti, in nessuna delle mie storie d'amore.
ne ho avuti, invece, tanti con le mie amiche, tanto spesso ho pensato che avrei potuto fare di più.
che avrei dovuto.
tanto spesso, che spero di lasciare qui, in questa casa, anche questa ferita.
e di portare là, nella casa nuova, solo le mie amiche.

le amiche nuove sì.
quella che inventa esposizioni meravigliose, che ha gli occhi che brillano, che mi fa sempre sentire amata, che con quelle sue mani farfalline racconta storie bellissime.
quella che dovrebbe fare cinema. senza discutere. perchè il talento è talento.
quella che è riuscita a mantenere impegno, passione, scrittura, arte, politica e un cervello funzionante, crescendo una bimba con gli occhi vivaci che le somiglia moltissimo.
quella così elegante che sa gestire con grazia e pochi tentennamenti perfino i terrible two del suo maschietto.
quella che ha millemila master e quindi può fare un po' la scema, perchè il suo cervello non è in discussione.

e poi quelle a geometria variabile, le mamme Instagram, e le amiche, carissime, dei libri e della posta del cuore - e tutte quelle che usano ogni socialmezzo a disposizione per comunicare amore e sorellanza e superano qualunque distanza in un soffio.

e tutte le mamme-compagnediviaggio. tutte.
tutte queste amiche verranno con me, se lo vorranno.

ma anche le amiche con cui, nella cucina dalle pareti verdi e viola, abbiamo iniziato una delle tante possibili vite adulte.
quelle prime scelte le abbiamo fatte insieme.
queste donne saranno sempre con me.



e in quella casa ci porterò nuovi progetti, un lavoro che evolve, un nuovo diploma, finalmente!

vorrei tanto portarci una storia d'amore, una storia bellissima, folgorante, che inizi insieme a quella casa.
chissà.

e in quella casa porterò il mio bambino che cresce e che ha sempre meno bisogno di me - e che avrà sempre bisogno di me - in quella casa bisogna che trovi la porta sempre aperta, per uscire e per tornare.

fare le scatole, scegliere cosa tenere e cosa lasciare andare, è un gran lavoro.
riempie il cuore, lo impolvera per un po', lo ripulisce, lo gonfia di lacrime e non sono tutte lacrime amare.
in fondo, lascerei qui quasi tutto, perchè quasi tutto ci sta, in questo cuore gonfio.

solo una cosa mi tormenta: le tacchette delle altezze di Momo, sul muro dietro la porta della sua camera - quelle come le porto con me?




photo credits: Giulio Bassi on Flickr

domenica 30 ottobre 2016

perchè amo Halloween

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, che per loro era il 31 ottobre, Samhain (il Sole, nella festa della fine dell'estate) chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge. Quella notte, le forze degli spiriti si univano al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi.

Ad ogni fine anno il ciclo di vita e morte, come in molte culture prevalentemente agricole, era il principale festeggiato.
Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

Successivamente, a questi riti, soprattutto con l'emigrazione irlandese negli Stati Uniti, si innestarono su questi altri rituali e simbolismi, di origine medievale e cristiana, fino ad arrivare all'attuale Halloween (All'Hallow's Eve, la Festa della vigilia di Ognissanti, poichè si festeggia, appunto, nel giorno di tutti i Santi, stabilito per il 1 Novembre).

L'efficacia psicologica dell'atto di richiamare i morti per celebrare i vivi e la vita che verrà, del fronteggiare gli spiriti e la Morte che vagano sulla Terra e sconfiggerli grazie alla luce (delle candele accese nelle zucche), è molto potente.

E' l'equivalente della favola del Drago e del Cavaliere: i draghi si possono sconfiggere, il coraggio e la Forza (anche quella dei Cavalieri Jedi e di tutti i loro omologhi) devono essere continuamente ribaditi, alimentati, sostenuti per potersi trasformare in atti concreti.

Halloween ha lo stesso significato educativo, per i bambini, di ogni favola che raccontiamo loro per rassicurarli sulla loro possibilità di crescere forti e intelligenti, affrontando e superando paure e ostacoli.

Sono molto legata a questa festa, anche se non fa strettamente parte della cultura italiana nè della mia tradizione famigliare: l'ho introdotta, nella mia piccola famiglia, quando è nato Momo.

Credo sia una grande occasione, per parlare delle paure e delle fatiche da affrontare, quelle dei piccoli e quelle dei grandi.

Credo sia incredibilmente bello che le bambine siano, per un giorno, legittimate a essere forti, belle streghe potenti che usano la loro forza.

Credo che i piccoli uomini siano ben stimolati a confrontarsi con un nemico che non usa pistole o altre armi impossibili, un nemico più vicino, paurosissimo e allo stesso tempo realisticamente parte della vita.

Ben venga, Halloween!

e dunque buona festa di Halloween, a tutti!


martedì 25 ottobre 2016

"Informarsi is the new sposarsi - sposare uno straniero: la legge italiana e i trucchi per battere la burocrazia"

Ultimamente ho avuto un numero così alto di richieste di consulenze per i matrimoni che mi ha davvero sorpreso.

Inutile dire, che mi rende felice vedere quante persone desiderano sposarsi!

E mi rende felice anche che vi rivolgiate a me!


Insieme con l'associazione Progetto Domu, di cui faccio parte, con AIFCOM (associazione italiana famiglie e coppie miste) e con l'associazione Sunugal, abbiamo pensato di organizzare degli speciali seminari web.

I primi due dei quali sono dedicati alle regole e alle modalità del matrimonio tra un italiano e un cittadino di un'altra nazionalità.

Ecco l'invito e tutti i dettagli.
Vi aspetto!
Sarò veramente felice di conoscervi!

INFORMARSI IS THE NEW SPOSARSI


L’associazione Progetto Domu Dekk Bi, insieme alle associazioni Sunugal ed Aifcom (associazione italiana famiglie e coppie miste)

vi invitano

al seminario web Informarsi is the new sposarsi. Sposare uno 

straniero: la legge italiana e i trucchi per battere la burocrazia”


Immagine incorporata 1 

Per questo primo incontro sono previste due date: potete

scegliere tra mercoledì 9 e mercoledì 16 novembre 2016, alle 

19,00 dai vostri pc


Il seminario dura 1 ora di cui circa 20 minuti di lezione e 40 minuti dedicati alle domande 

individuali
il costo è di 20€

solo per i partecipanti è previsto, se lo desiderate, un successivo colloquio individuale di 

50 minuti al costo speciale di 30€ per approfondire eventuali tematiche personali.

si può pagare via paypal o postepay
per informazioni e iscrizioni webinar.matrimonimisti@gmail.com




Il matrimonio è un momento fondamentale nella vita di una persona.
A volte capita che il partner scelto sia di un’altra nazionalità e capita anche che la legge 

si metta di traverso.
Che decidiate di farlo in Italia o all’estero, la burocrazia può essere di enorme ostacolo al 

vostro matrimonio.
Noi abbiamo un’esperta, Cristina Sebastiani, che vi spiega con chiarezza la legge italiana 

relativa ai matrimoni misti, come cavarsela al meglio con la burocrazia e cosa succede al 

permesso di soggiorno del vostro partner una volta celebrato il matrimonio.
Si tratta del primo incontro di una serie: nei prossimi mesi parleremo anche dei visti e dei 

permessi di soggiorno di tipo famigliare, del diritto di famiglia italiano, di affido dei figlie e 

di tutti gli argomenti che di volta in volta voi, partecipanti, solleverete. Sarete voi a fare il 

programma!


Per partecipare vi serve solo un pc o un tablet, cuffie per un audio ottimale, e una 

connessione hangout (o skype)


le iscrizioni terminano sabato 5 novembre per la serata del 9, e sabato 12 novembre per 

quella del 16
Ai partecipanti verrà inviato il materiale oggetto del seminario


Vi invitiamo a partecipare, ma anche a far girare l’informazione tra tutti i vostri 

conoscenti: potrebbe esserci qualcuno a cui interessa questa notizia, potrebbe essere di 

grande aiuto per qualcuno che al momento non sa a chi rivolgersi!


E restate in contatto con noi, abbiamo in serbo altre sorprese!
A presto!
Cristina Sebastiani
con Progetto Domu Dekk Bi, Sunugal e Aifcom







   


Ph credits Pascal Campion

giovedì 13 ottobre 2016

mesdames et messieurs, un pensiero sulla gentilezza

mi avete scritto in tanti!
grazie!
è davvero un piacere aprire finestre di racconti con voi!

mi avete scritto in risposta alla mia domanda cosmica
uomini, per favore, mi spiegate cosa succede?

e allora non mi resta che riporre il dito medio e riferirvi quello che ho raccolto 
facciamolo fruttare

più di uno mi ha detto
ma ti rendi conto che non si scappa da una persona che ci fa stare bene?
e qualcun altro ha pure aggiunto
sì, ma cosa significa stare bene? se il tuo livello di benessere è irrealistico e te ne fai scudo, allora scappi
e scappa pure, aggiungo io

qualcuno mi ha giustamente detto: non c'è più romanticismo, capacità di sognare, tutto è talmente terra terra che dopo poco si sente il bisogno di volare altrove, di cercare altro
e qualcun altro mi ha detto che invece che quella che manca è la capacità di impegnarsi, di assumersi il rischio, di stare dentro le storie fino in fondo - che il romanticismo è questo, è leggere l'amore anche nel fondo della persona che hai accanto.

una ragazza mi dice
gli uomini sono tutti materialisti, è tempo perso

un altra mi rimprovera
perchè chiedi loro cose che non possono darti? 
ricordi? le donne vengono da venere e gli uomini...
in sostanza gli uomini vanno e vengono, le pietre angolari del focolare saremmo noi, rassegnamoci
una visione ottocentesca che ritorna, ma guarda un po'.

ieri ho scritto un post sulla mia bacheca di facebook, ho scritto 
se una persona non ti chiede mai, ma mai, nemmeno per un incomprensibile svista, nemmeno in un momento di temporaneo entusiasmo, se non ti chiede come stai nemmeno una volta quando ti incontra - non è una bella persona. 
amen. 
domani è un altro giorno. 

e la aggiungo a questa a questa triste lista di mancanze e manchevolezze, di disillusione e cinismo, perchè secondo me la risposta sta qui
in quanta gentilezza metti nei tuoi rapporti

a cominciare dal rapporto con te stesso

manca la gentilezza, tra le persone
e manca nelle persone verso se stesse
perdonarsi, in tempi di crisi, per un lavoro che non realizza, per rapporti famigliari imperfetti, per un figlio problematico, per una malattia
perdonarsi e smetterla di porsi al di sopra e al di là della vita
che è imperfetta e va dove vuole
perdonarsi significa essere gentili con se stessi
e significa essere gentili e perdonare chi si ha accanto

e perdonare significa accogliere, scegliere di nuovo quella persona

no, non credo sia necessario più cinismo di quello che già abbiamo ingurgitato
al contrario, serve una vera e propria cultura della gentilezza.

avanti, possiamo farcela.