venerdì 28 agosto 2015

portare i figli ad Expo?

ieri sono andata ad Expo, non è che morissi dalla vogliam ma mi son detta che risultava impossibile parlarne senza averlo visto e impossibile non parlarne abitando a Milano.
dunque ci siamo organizzati e via!
e naturalmente ho portato Momo con me.

non ci siamo sicuramente annoiati, ci siamo stancati moltissimo, una giornata non basta per vedere un decimo di quello che Expo offre e non abbiamo visto che un decimo naturalmente.
l'offerta di divertimento per i bambini è notevole, il Childrens Park ha un percorso carino e originale e animatori attenti e gentili, molti padiglioni hanno tante cose con cui coinvolgere i bambini e farli divertire.
a partire dalla rete del padiglione Brasile, sui cui camminare tenendosi in equilibrio.
la rete e la passeggiata collettiva starebbero e significare la collaborazione della collettività per uno scopo (se tu salti o corri da una parte, altri cadono o vengono rallentati dall'altra) - ma se non me l'avesse detto un'amica, io il cartello che spiega questo non l'avrei visto, nella folla e nel casino dei turni, dunque il messaggio non passa.

siamo stati in Angola e in Kwait, in Oman e in Argentina, in Vietnam e in Svizzera.
poi ci siamo rotolati nell'erba, abbiamo mangiato patatine seguite da ben due gelati, abbiamo guardato i giochi d'acqua dell'Albero della Vita, ci hanno regalato ventagli e matite, abbiamo saltato le code e camminato a piedi nudi e di nuovo mangiato hamburger olandesi e centrifugati di verdure italiane.

ci siamo divertiti!

ma nessuno, proprio nessuno ci ha parlato di cosa significhi nutrire il pianeta.

quello che so, è che nutrire è ben diverso da rimpinzare di cibo: e ad Expo si mangia, si mangia tantissimo!

mc donalds, coca cola, ferrero, lindt, illy, grom, affiancati da tanti baracchini, furgoncini, banchetti di street fod più o meno carino o originale.
comunque in una giornata, biglietto escluso, sono riuscita a spendere quasi 50€ in due per mangiare!
a Expo si mangia, l'offerta maggiore è quella di cibo da consumare, e tutto costa molto caro, anche nei baracchini.

ma nutrire, fornire il corpo di cibo sano e di qualità, averne, coltivarlo, condividerlo, fare in modo che sia risorsa e risorsa per tutti, insegnare cultura di cibo buono che dona salute.
questo non c'è.
raccontare l'acqua e la riduzione degli sprechi: non c'è.
ci sono le case dell'acqua con lunghe file per accaparrarsi acqua gasata o liscia, c'è il Kuwait che ci racconta il miracolo dell'acqua nel deserto, ci sono fontane a getto continuo e vie d'acqua: tutto scenograficamente molto bello, ma l'acqua nel deserto è un miracolo da preservare.
questo a Expo non si dice.

si dice come il cibo viene prodotto, si dice la biodiversità, si parla di alimentazione, si raccontano i cibi, la coltivazione e le diverse culture del suo utilizzo.
ma alimentare il pianeta non è la stessa cosa che nutrire il pianeta.

e allora non è diverso portare un bambino a Expo piuttosto che a Gardaland.

non sono delusa, abbiamo passato una bella e faticosa giornata sotto il sole in buona compagnia, con chiacchiere, risate, avventure e pancia piena.
ma una bambino tutto questo può averlo, e lo ha, anche nel parchetto sotto casa, dove, per contro, non vede soldi sprecati e occasioni mancate e gode di una sanissima semplicità.




mercoledì 19 agosto 2015

vacanze magiche

questo mese su Instamamme:

Tra queste montagne e soprattutto su, al Passo del Tonale, le cronache riportano fin dal 1400 la presenza di streghe e fatti magici che mettono in relazione antiche credenze e cristianesimo.
Quando sono stata a Saint Louis, in Sénégal, a casa di mio marito e della sua famiglia, tanto ho sentito parlare di Mame Coumba Bang, divinità femminile del fiume Senegal che lì si incontra con l’Oceano.
Mame Coumba Bang non è una strega.
Ma mi piace raccontare al mio bambino durante le passeggiate, che la presenza magica qui è forte così come è forte nel luogo dove mamma e papà si sono innamorati.

Leggete il resto e commentatelo, raccontatemi le vostre esperienze sulla mia rubrica, Bicult, su Instamamme

venerdì 14 agosto 2015

cuore salviniano

Pontedilegno, 13-14-15 agosto 2015, Festa della Lega che culmina con il comizio di Matteo Salvini.
(partecipate numerosi..)

Pontedilegno, 13 agosto 2015, dall'estetista, una ragazzetta sui 22 anni mette mano alle mie gambe peluriose e attacca ah la crisi bla bla ah il lavoro che non c'è bla bla..però domani arriva Salvini! (occhio a triglia illuminato a festa)..speriamo ci aiuti a cambiare le cose...SAI? (si infervora) anche qui c'è stata una protesta..contro QUELLI (quelli chi?)..massì gli stranieri, a Stadolina (paese di duecent'anime attaccato a Ponte), perchè volevano accoglierli (occhio schifato al pensiero) e la gente ha protestato...qui non li vogliamo, ma per fortuna ancora non se ne vedono (venivo da una passeggiata a 1600 dove due pastori indiani se ne stavano felicemente a sorvegliare un enorme gregge, in paese avevo visto nei giorni scorsi almeno un paio di hare krishna di pelle troppo chiara per essere camuni e ogni anno, compreso questo, conto moltissimi bimbi neri in vacanza con le famiglie adottive - senza dimenticare il mio maschietto misto, ovviamente...ma perchè toglierle le sue certezze?).

Dunque io, vigliaccamente zitta - almeno finchè quella aveva in mano la cera calda e me la teneva pericolosamente vicina all'inguine - continuo ad ascoltare.

E tra un bla e l'altro, la fanciulla passa a raccontarmi del suo fidanzato, residente a Luino, siamo lontani, è una sofferenza, ma a fine mese mi trasferisco da lui anche perchè SAI? lui lavora in Svizzera e così posso trovare lavoro anche io lì...

Senza parole.
Ma a questa freschetta non l'ha mai sfiorata il pensiero di essere in tutto e per tutto uguale a quelli che lei e il suo amico Matteo vogliono buttare fuori, affondare, annegare, uccidere a casa loro, far sparire dalla faccia della terra in nome di un (per loro) mondo migliore?

Eccoli qua i fans di Matteo.
Complimenti vivissimi.

giovedì 13 agosto 2015

non-appartenenze estive

metà agosto, Momo è in montagna con la nonna e io faccio la pendolare per seguire i miei ospiti (da qualche tempo sono anche felicemente locandiera con Airbnb).
mi viene in mente il mio papà, e tutte le estati (proprio tutte) della mia vita, in cui lui arrivava il venerdì e ripartiva la domenica sera e io andando a letto, nel mio letto sotto il tetto, me lo immaginavo lanciato a folle velocità giù per le curve in quel tratto tra Temù e Vezza dove si vede per un momento tutta la Valcamonica.
lo rivedo e mi sento, come allora, al sicuro e amata; il suo andare a venire faceva parte della sua cura di noi - lo pensavo allora da figlia e lo comprendo meglio oggi da mamma.

ma le vacanze, le pause, possono portare con sè anche una sottile malinconia.
le vacanze sono un momento molto famigliare, non è che vi sto raccontando niente di nuovo - e lo sono anche se restando a Milano lei lavora e lui cura la bimba, lo sono se c'è un lui pendolare, o se magari la pendolare è lei.

tutte le mie amiche single, me compresa, le vacanze le fanno, se le fanno, con i genitori.
per ovvi motivi logistici, perchè da soli i soldi sono ancora meno, perchè la famiglia è quella - ma c'è anche un pochino di ritorno ad una tardiva infanzia per cui se sei uscita di casa per sposarti alla fine del matrimonio a casa torni.

vedo foto di famiglie in vacanza e comincio a sentirmi un po' sola, per la prima volta in quasi tre anni.
niente di drammatico, anzi, è quasi una bella scoperta - pensavo di essermi del tutto inaridita e invece c'è ancora qualcosa di vivo sotto le smagliature e i rotolini della gravidanza, e le rughette della fatica quotidiana.

la verità è che non ho mai fatto vacanze con una famiglia mia - non che Momo non sia la mia famiglia, ma insomma, avete capito..
il primo anno del nostro matrimonio mio marito era dovuto restare in Senegal e anche il secondo; il terzo anno, con Momo che appena camminava, eravamo a Ponte insieme, ma lui lavorava e ho solo una foto di una bella passeggiata fatta insieme.

nemmeno prima, ho mai fatto le vacanze con un fidanzato, un compagno, un..boh..
chissà perchè.
ho fatto spesso bellissime vacanze, ma il gruppo degli amici era sempre vasto e variegato.
e nessuno mi apparteneva mai nè qualcuno avrebbe potuto rivendicare la mia appartenenza a lui.
allora non mi pesava, anzi.
oggi vorrei a volte appartenere a qualcuno che non sia solo il mio bambino.


verrà, il mio colui il quale, non ho dubbi.
verrà e molte cose cambieranno.
o forse no, non è davvero dato sapere, ma non è nemmeno dato legarsi a un forse.

io per ora, tra una riflessione, una passeggiata in vetta, un anda e rianda da Milano, una malinconia e l'altra, mi godo me stessa, le mie novità esistenziali e quel sottile senso di libertà che, lo sapiamo, va di pari passo con la non appartenenza!
e non mi fermo ad aspettare.
poi vedremo.
magari qualcuno mi si affiancherà e camminerà con me, più avanti.

sabato 1 agosto 2015

l'ora dei semafori spenti

erano anni che non tornavo a casa all'ora dei semafori spenti.
le due e mezza,  poche macchine, la circonvallazione che si anima solo verso piazzale Loreto e poi torna vuota e quasi silenziosa.
due grosse moto possono concedersi il lusso di una gara tra un semaforo e l'altro.
mi sento felice,  appagata e molto indulgente con il mondo.
erano anni che non passavo una serata così.

E stamattina, pur corredata di malditesta d'ordinanza e con troppe poche ore di sonno sulle spalle, mi sono alzata leggera.
perché non lo faccio più spesso?
perché non avrebbe lo stesso sapore, decisamente no!

siamo andate al Mercato Metropolitano io e le mie amiche.
Quelle amiche con cui hai molti ricordi in comune, quelle con cui è sempre tutto facile anche se ormai si abita in paesi diversi. Quelle amiche che ce ne sono solo due, e basta.
cena, due chiacchiere e a nanna, era il programma.
anche se, per una volta, non avevo l'ansia da coprifuoco babysitter, comunque troppa stanchezza arretrata e troppa abitudine alla vita ritirata non mi facevano immaginare nulla di che.

Fritto di pesce decisamente superiore.
Birra artigianale da un furgoncino salentino - che però era friulana, ragazzi! che imprecisione!
tavolino defilato,  dietro le mescite.
e vai di cicere!

E poi, verso mezzanotte,  quando già le due mi prendevano teneramente in giro perché la mammina voleva andarsene a dormire, ecco infilarsi tra i furgoni e i tavoli una spettacolare YMCI.
Ed è stato amore assoluto, tra me la pista da ballo e quella ragazza che una volta a ballare ci andava tutti i sabati.
Le ho trascinate sulla pista,  tra una ventenne lolita e un trentenne un po' nerd che però sapeva tutte le mosse che manco ci fosse nato.
e si sono fatte le due e mezza.

e se adesso qualcuno pensa che uff ma che ci frega di una che una sera è andata a ballare revival su una pista improvvisata e con un dj ottantenne più adatto alla Romagna che alla milano dei navigli? 
se qualcuno lo pensa, provi a immaginare cosa vuol dire scoprire che erano quattro anni che non  ballavi,  e forse anche qualcosa di più. 
Per caso, per altre priorità,  perché la maternità ti porta altrove e se non hai chi ti tiene il pupo né tanti soldi per le baby sitter e se la separazione ti ha spezzato qualcosa e la quotidianità si è orientata più verso le serate al pc a lavorare o davanti alla tele a non pensare, il  ballo non ti manca nemmeno più.
E dopo un po' ti convinci che ormai quella ragazza è definitivamente invecchiata e che a 44 anni va anche bene così.

E invece eccola li, braccia in alto e un potente RESPECT in gola.
E' ancora la stessa.
E per una sera, una sera soltanto,  la mamma è morta. 
Viva la mamma!