venerdì 6 agosto 2010

baye fall diop


mamadou diop, gorgui, il principe del beaubourg, nel 1991 mi diede un lavoro a parigi nel suo atelier di sartoria in rue sait-martin.
lui aveva 42 anni, io 20.
finito il liceo ero alla ricerca di una me indipendente, coraggiosa, avevo bisogno di mettermi alla prova in esperienze che riuscivo solo a desiderare ma fino a quel momento non trovavo il coraggio di affrontare.
incontrai gorgui per caso, nel suo negozio, mi chiese di uscire quella sera, mi portò in un locale minuscolo dove muoveva i primi passi la prima formazione di xalam e poi mi portò a barbès a mangiare testa di agnello con le mani seduti per terra sul marciapiede davanti alla rosticceria.
il giorno dopo partii con gli amici dell'inter-rail, e dopo germania, olanda, danimarca e francia, passammo la spagna e finimmo a fare tappa in portogallo, a sagres, sulla punta più estrema, dove l'oceano promette quasi tutto e mantiene quasi sempre.
comprai un maglione blu, di lana grossa, profumato di capra e di erba, con il cappuccio e i bottoni di legno, lasciai tutti e tornai a parigi per lavorare tre mesi a bottega da gorgui prima di rientrare in italia per cominciare l'università.
gorgui non aveva una casa, come molti immigrati se non dormiva nel suo microscopico negozio andava in albergo, in alberghi sempre diversi, portando con sè solo i vestiti che aveva addosso.
niente lo spaventava, niente lo stancava, alla continua ricerca di soluzioni, affari, traffici, impegnato a costuirsi una vita essenziale ma in effetti speciale, sua, non trascurava gli amici e le nottate di discussioni e buona musica e non trascurava me e la mia inesperienza che chiedeva una spiegazione per quasi tutto e una attenzione particolare.
era vedovo di una ragazza greca, morta improvvisamente dopo quattro anni di matrimonio, che non gli aveva lasciato figli, ma aveva già due figli da una donna che abitava dalle parti di lione.
mi chiese di sposarlo, di sposarlo sul serio, come si sposano certi africani, più per avere una radice salda che li aspetta sicura che per condividere una vita, ma io ero troppo piccola per essere la radice di qualcuno.
il mio francese era all'inizio, lui parlava un inglese pessimo, il suo mondo era di pace, non aveva bisogno di molte parole per farmi sentire importante, donna.
ripartii per l'italia.
non lo rividi più per 17 anni.
una volta mi telefonò, l'anno successivo, per sanvalentino.
nel 2008, agosto, alla festa di radio onda d'urto, a brescia, un baye fall mi si avvicina, mi chiama per nome, non lo riconosco, poi lo guardo e il cuore mi si ferma un attimo: gorgui era diventato un baye fall, alla daira di mame fallou fall faty kane, e la sua vita si spostava al seguito del suo serigne.
passai due giorni con lui a brescia, parlammo tutta la notte, lo seguii nei suoi spostamenti da uno stand all'altro, a chiedere alle persone un contributo da mettere nella calebasse per la scuola di mame fallou, a raccontare la sua storia, a lasciare un pezzo di sè e della sua fede a chi lo voleva ascoltare.
gorgui.
mamadou diop.
un anno dopo un amico comune mi disse che era morto, era aprile e lui si era fermato, dopo tanti anni di una malattia che l'aveva logorato.

il suo sito è ancora attivo www.ndiakhas.com


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Un ricordo bellissimo Cri.
Deve essere stata una persona speciale per te e lo si sente in quello che hai scritto.
Elena

cri ha detto...

molto speciale lo era di suo, e poi anche per me, per come mi ha aiutata a crescere e a vedermi.
sono contenta di essere riuscita a trasmetterlo.
soprattuto sono molto contenta di averlo incontrato.
a volte le persone ci lasciano e si soffre, ma soffriremmo di più se non le avessimo mai incontrate, credo.
grazie, ele.

Anonimo ha detto...

Cara Cri, è un pezzetto di vita di Baye Fall Diop che mi mancava ... c'è molto da dire su di lui e sulla sua straordinaria vita ... era ed resterà sempre un esempio per tutti noi talibé di Serigne Fallou Fall Faty Kane. Grazie
Sokhna Moumy Diop

cri ha detto...

grazie te, Sokhna Moumy, deve essere stato una persona speciale anche per te, forse l'hai conosciuto meglio di me e hai avuto la sorte di apprezzarlo in maniera più profonda e ti sono grata per avermi scritto perchè mi fa piacere sentire parlare di lui da chi ne ha un ricordo più reale e più recente di me che ne ho vissuto solo un frammento piccolissimo e decisamente remoto.
se hai voglia di scrivere un ricordo di lui per questo blog mi farà piacere, davvero molto.
ti abbraccio, Yaaye Fall

PACO CAMARA ha detto...

ma quanto e commovente,mi vengono dei brividi mamamia.bella historia daverro.