venerdì 13 aprile 2012

negrett'

ieri pomeriggio al bar.
Momo appeso alla mia schiena nella fascia, si guardava intorno e ciangottava allegro
si avvicina una vecchia, ben vestita ma chiaramente ubriaca, in mano l'ennesimo bianchino
si offende se gli faccio una carezza?
io no, signora, ma bisognerebbe domandare a lui
ma che bel negrett'
ecco, sì, se lo chiama così mi offendo
ma perchè?? trovo che la sua scelta sia così coraggiosa!...
partorire è coraggioso? signora lo fanno in molte, magari è più coraggiosa chi ci rinuncia
...coraggiosa, guardi lo dico da figlia adottiva...
sì, ma come le dicevo, questo bimbo non è adottato e se anche lo fosse chiamarlo negretto mi sembra offensivo
ah, non lo è?!
mi sono girata e me ne sono andata, furiosa, abbandonando un ottimo caffè
più furiosa con me stessa per la rabbia che mi è presa contro una povera triste vecchia, a cui non ho saputo spiegare con gentilezza che tra figli adottivi e non, non c'è differenza: il colore della loro pelle, come quello della pelle dei due baristi indiani che ci guardavano a disagio, non è motivo di coraggio, nè di viltà, nè di altro.

la vita è già abbastanza faticosa senza mettersi anche a litigare con una vecchia ubriaca, cazzo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

è successo anche a me con mio figlio da me partorito tante volte. anche io mi sono ritrovata arrabbiata più con me stessa per non aver saputo difenderlo come avrei voluto, per averlo esposto a quelle persone, non so neanche io bene che cosa avrei potuto fare o dire

cri ha detto...

carissima, è vero, anche io ho pensato di averlo esposto a...
ma a cosa? stavo solo prendendo un caffè, non l'ho mica portato a un raduno di naziskin.
il fatto è che è esposto per il solo fatto di essere venuto al mondo e noi dobbiamo difenderli, è vero, ma per farlo prima dobbiamo corazzarci noi: io sono ancora per strada, mi sa :)

sofia ha detto...

Io sarò troppo ingenua ma quando mi è capitato di sentirmi dire "l'ha adottata?" oppure "che bel cioccolatino" non mi sono sentita offesa...forse dipende dal tono che viene usato.
Va bene difendersi dalla malignità ma ogni tanto ho notato con il padre di mia figlia o con amici senegalesi che interpretassero atti come razzisti quando razzisti non lo erano...sicuramente questo atteggiamento sulla difensiva è maturato per colpa di vera e ripetuta discriminazione subita, però mi dispiace, perché così anche loro limitano per primi la loro libertà. La libertà di sentirsi diversi non solo per il colore della pelle e di sentirsi uguali perché fatti della stessa umanità. A volte servirebbe più ironia.