giovedì 2 aprile 2015

poesia Afro di una mamma bianca

Devi sapere, amore mio, che afro non è solo un continente, linee di confine tracciate con la riga, storie e migrazioni decise a tavolino, lingue, democrazie, dittature e sfumature.
Afro non è solo geografia.
Non è nemmeno solo cultura, giacché le culture afro sono tante.
Non è solo una provenienza. Qualcuno, da li, non ci è nemmeno mai passato.
Afro, oggi, è uno stato del cuore, è una scelta.

Afro è il respiro umido del mare, è lo sguardo di Mame Coumba Bang sotto il pelo dell'acqua, lo spirito di Saint Louis che mi fissava, è la mano del tuo papà nella mia, è il lakh che le abbiamo offerto: sapevo che tu, proprio tu stavi arrivando, e sapevo che quel paese, dove per la prima volta ti ho pensato, sarebbe stato il tuo, in un modo o in un altro. Afro è una radice, che tu lo voglia o meno.
Afro è amore di mamma e papà, che intensamente si sono amati tanto da volerti al mondo, è amore di nonni e zii lontani, di nonni e zii vicini, amore e famiglia. 
Afro è odio di generazioni che quattro secoli fa o giù di lì, si sono combattute e umiliate, perché avevano la pelle di colore diverso e l'hanno usata per esercitare potere, ma che oggi almeno sulla carta, non si combattono più. Afro è amore complicato da una storia complicata, che oggi non è dimenticata.
Afro include ed esclude e non lo fa mai alla stessa maniera.
Afro è lotta per i diritti civili, è fiamma rabbiosa è ghiaccio e speranza è vittoria e colore.
Afro è rancore, e voglia e necessità di superare quel rancore. 
A volte è odio e insofferenza verso quel rancore che ti fa sentire diverso.
Afro sono i tuoi bellissimi capelli.
Afro è la tua bellissima pelle.
Afro sono gli insulti che ti prendi da stupidi subumani, a causa dei tuoi capelli e della tua pelle.
Sono gli sputi che ti prendi a causa di antenati di cui forse non ti importerà mai niente.
A volte è odio e insofferenza verso quei capelli e quella pelle, che ti fanno sentire diverso.
Afro è storia dolorosa, ma è anche storia di chi ha dimostrato che non c'è peggior diverso di chi vuol essere uguale.
Afro è anche storia e varietà di tradizioni che i tuoi compagni bianchi non hanno. 
L'Italia ha avuto un solo partigiano nero, afroitaliano combattente, morto per una patria che ancora non sapeva di volerlo.
Giorgio Marincola è la tua storia: è la mia storia, certamente, ma è soprattutto la tua.
L'America ha un giornalista nero, afroamericano combattente, rinchiuso per una patria che ancora non sa di volerlo.
Mumia Abu Jamal è la tua storia: è la mia storia, certamente, ma è soprattutto la tua.
Afro sono lotte di conquista per un posto sull'autobus, incredibili battaglie per dimostrare di essere un essere umano come gli altri.
Afro è pantera nera.
Afro è gospel.
Afro è voodoo, è islam, è cristianesimo, è animismo, è dio declinato.
Afro è cultura urbana moderna, è lotta sociale in Europa, in Africa, in USA, e sono generazioni che crescono e trovano la loro strada, a dispetto e grazie alla loro storia.
Afro è un' appartenenza speciale, se la vuoi, ma ti lega a processi che a volte non sono affatto diversi da quelli che vivi già a casa ogni giorno. 

Afro è soprattutto qualcosa che devi conoscere.
Perché tu possa un giorno rinnegarlo e rifiutarlo e farlo tuo a modo tuo e crescere.
Per nutrire la persona autonoma e splendida che sceglierai di diventare.
Ecco perché, amore mio, ti scrivo una poesia Afro e te la scrivo ogni giorno da tre anni: per la storia tua, e la mia, e per quello che è, e sarà, la storia nostra.



fotografia di Gabriele Santi

1 commento:

Mariarosa Raffaelli ha detto...

Un bellissimo regalo. Una bellissima testimonianza.