martedì 29 settembre 2015

Huck Finn non delude mai

non avevo mai pescato in vita mia.
gente cittadina, noi
al massimo montagnina, ma da passeggiate, da funghi
pesci no.
non conosco nemmeno nessuno che sia mai andato a pescare.
per questo quando Momo mi ha detto, un lunedì della seconda settimana di asilo, non voglio andare a scuola! sono stanco di andare tutti i giorni a scuola! preferirei andare a pescare!
ho pensato due cose 
1. ho messo al mondo un piccolo Huckleberry Finn (e ne sono molto fiera)
2. perchè no?

mi sa che ho voglia di pescare quanto lui.

così io e la mia socia di pesca siamo andate all'AUMAI, grande magazzino cinese in piazzale Loreto, e per 10,02€ a testa ci siamo fieramente rifornite del necessario: canna con mulinello, lenza, ami, esche finte, galleggiante, pesi.
dopodichè, caricati in macchina figli, panini, attrezzature e marito (suo), siamo partite una domenica alla volta del mitico Laghetto Fornace di Gessate (di cui inserisco la mappa, ad uso di un'amica un po' imbranata che però me l'ha chiesta gentilmente) 

per fortuna il sito è gestito da una ragazza che ha capito al volo con che tipo di polle aveva a che fare: ci ha fornito di ami più adeguati e di sondino (che sembra un retino, ma non lo è!) e ci ha spedito al laghetto dei bambini, raccomandandoci di ributtare in acqua le carpe, pesci davvero poco commestibili e parecchio fangosetti.
per una buona oretta ci siamo ingegnate a preparare le canne, mentre i bambini erano decisamente più interessati alle galline che razzolavano là intorno.
poi finalmente l'esca è stata buttata.

cinque minuti dopo Momo mi dice che lui è già stanco di aspettare che un pesce abbocchi.
occhei.
parte il pippotto sulla pazienza, sulla bellezza dell'attesa..
dieci minuti appresso comincio a stancarmi pure io, ma dall'altra parte del laghetto un tizio pesca un carpone da mezzo metro e ci galvanizziamo.
ma da noi non abbocca nulla.

poco più in là, al laghetto dei grandi, si svolge una gara: gente serissima e attrezzatissima, arbitro severo, mogli sferruzzanti sedute qualche metro più indietro, tutto il pacchetto: l'atmosfera è così perfetta che mi scoppia una felicità del tutto ingiustificata e assoluta.

credo abbia a che fare con l'aver fatto una cosa così tipicamente da papà o da zio: per un attimo mi sento davvero la mamma potente che voglio essere!

a mezzogiorno, stanchi e affamati, andiamo a mangiare panini al baretto in riva al lago e poi ci rimettiamo all'opera, seguiti dallo sguardo ironico di baffuti pescatori dall'accento brianzolo spinto.

dopo qualche mezz'ora un ragazzone da gara (primo in classifica!) viene spedito da noi, e per un' altra oretta ci spiega che abbiamo sbagliato tutto, ci fornisce materiale più adeguato, pazientemente spiega ai bambini come si pesca e ci rimette in carreggiata.

ed ecco che una! due!, ben tre! carpe, abboccano ai nostri ami, vengono valorosamente slamate e ributtate in acqua, tra l'entusiasmo dei piccoli e una fantastica eccitazione dei grandi.

siamo diventati pescatori!

io e la mia socia facciamo già la lista per l'AUMAI, e rientriamo a Milano sentendoci ragazzine in fuga da scuola.
Huck Finn non delude mai!










1 commento:

Elisa Trevisan ha detto...

Bravi!...Momenti speciali e ricordi unici, sia per te che per il tuo bimbo!
xoxo