giovedì 31 dicembre 2015

un anno vissuto interiormente

Suonano alla porta, è il prete della vicina parrocchia che ogni anno, a Natale, passa per la benedizione. 
Gli apro e sorridendo gli dico che boh, se ci tiene faccia pure, una benedizione male non fa, ma non siamo credenti. Sorride anche lui e dice non è necessario.
Gli racconto che passiamo spesso nella sua parrocchia, che conosco don Stefano, che lì da loro facciamo le riunione delle Famiglie Afroitaliane e che quindi, anche se non pratichiamo la fede, siamo buoni vicini.
Mi guarda, mi fa una carezza sulla guancia e mi dice voi la fede la praticate.

Quella carezza mi commuove ancora.
Mi sono sentita piccola e grandissima, una bambina e una saggia vecchia.
Mi sono sentita importante.

Porto quel prete, con me, nel 2016 e quel riconoscimento così amorevole e semplice.
Lo stesso riconoscimento che io desidero avere per me stessa.

Adoro i bilanci di fine anno, sono imprescindibili, come il panettone, la coperta di Linus, la pubblicità della cocacola a Natale e il solito, immancabile, dolcissimo, regalo della mamma. 

E sono necessari, per mantenere intatta quell'onestà di pensiero che deriva dall'aver chiaro l'equilibrio delle cose.

Nel 2015 ho perso il mio più caro amico e l'ho perso in modo stupido, banale, vigliacco e molto molto doloroso. Credo che i giri della vita mi stiano portando al fondo delle esperienze, tutto quello che per molti anni era scontato ora non e' più e ogni anno, dalla nascita di mio figlio, ha portato anche grandi dolori. Questo e' quello del 2015. Questo e' quello che mi farà crescere nel 2016.

Il 2015 mi ha anche fatta lavorare, molto, e sperimentare nuove competenze. 
Mi ha messa alla prova, mi ha terrorizzato, mi ha affaticata e mi ha fatto pensare che nulla fosse efficace. 
Mi sono superata, ho scoperto che passare oltre un limite e' esaltante e placa una sete profonda. 
Ho guardato oltre il limite e ho visto strumenti di crescita personale e professionale che devo solo andare a prendere, come mele mature.



In realtà non ci sono eventi eclatanti, nel 2015: non ricorderò quest'anno per qualche avvenimento, chè anche l'abbandono, oramai, non e' un avvenimento.

Non e' un avvenimento la malattia, con il carico di preoccupazioni e di emergenza che porta con se'.
Non e' avvenimento lo studio, la ricerca, il desiderio di grandezza, la sperimentazione di sé.
Non è un avvenimento il cambiamento climatico, il terrore politico, il dramma di molti, l'indifferenza di pochi.

Lo terrò con me come l'anno delle cose sedimentate, del consolidamento degli strati.
L'avvenimento sta nelle piccole reazioni.

Un intenso anno vissuto quasi tutto interiormente, rifuggendo i rapporti sociali, leggendo molto, passeggiando e misurando, coltivando le forze che mi sosterranno quando verrà il momento di volare.
In qualche modo, vedo una nuova me spuntare tra le pieghe del 2015, una persona che a qualcuno non piacerà, una persona che a me, però, piacerà moltissimo.

Ecco, avanti, ci siamo, tra poche ore si entra nel nuovo! 
Buon anno a tutti voi! che sia buono, amorevole, dolce e soprattutto allegro!

2 commenti:

Antonio Porru ha detto...

Che bel testo... Grazie.
Che il 2016 ti sia amico...
Funk!

Cristina Sebastiani ha detto...

che bel commento!
grazie!
che il 2016 ti porti novità!